I Campi Flegrei a ovest di Napoli sono tra le zone vulcaniche più sensibili d'Europa. Da anni i ricercatori registrano in quest'area una crescente attività sismica, accompagnata da un lento ma continuo sollevamento del suolo. Un recente studio scientifico del GFZ Helmholtz-Zentrum für Geoforschung fa nuova chiarezza sui complessi processi che si svolgono al di sotto della superficie.
Cambiamenti significativi a partire dal 2005 circa
Al centro dell'analisi vi è il legame tra il sollevamento del suolo e l' attività sismica. I ricercatori concludono che i due fenomeni sono strettamente correlati, ma che tale correlazione deve essere interpretata in modo molto più articolato di quanto si ritenesse finora. Mentre i modelli precedenti ipotizzavano spesso una relazione diretta e quasi lineare, lo studio del GFZ mostra che la dinamica al di sotto dei Campi Flegrei si sviluppa in modo considerevolmente più complesso.
Particolarmente evidente è il cambiamento registrato a partire dal 2005 circa. Secondo i ricercatori, da quel momento l'attività sismica si è accelerata in misura maggiore di quanto potrebbe essere spiegato dal solo tasso di sollevamento misurato. I terremoti non si manifestano quindi in modo proporzionale al sollevamento del suolo, ma rispondono in maniera sempre più non lineare ai processi nel sottosuolo. Da ciò i ricercatori deducono che ulteriori meccanismi fisici svolgono un ruolo determinante.
L'effetto Kaiser dalla meccanica delle rocce
Un approccio esplicativo spesso utilizzato in passato era il cosiddetto effetto Kaiser, derivante dalla meccanica delle rocce. Questo modello descrive come i materiali reagiscano a sollecitazioni ripetute e, in determinate condizioni, «memorizzino» tensioni pregresse. Per l'evoluzione a lungo termine della regione, questo concetto fornisce tuttora indicazioni importanti. Al tempo stesso, lo studio del GFZ chiarisce che tale approccio da solo non è sufficiente per spiegare con precisione la dinamica attuale.
L'analisi si basa invece su un modello fisico ampliato, che tiene conto anche dei processi di attrito dipendenti dal tempo lungo le fratture rocciose. Questo cosiddetto modello Rate-and-State consente ai ricercatori di rappresentare con maggiore precisione la accelerazione osservata nell'attività sismica e di spiegare in modo più coerente gli sviluppi degli ultimi anni.
Fasi con numerose scosse di minore entità
Un altro risultato centrale riguarda i cosiddetti sciami sismici, ovvero fasi caratterizzate da numerose scosse di minore entità in un breve arco di tempo. Lo studio mostra che questi eventi non sono correlati al sollevamento del suolo nella stessa misura del trend a lungo termine. Mentre l'evoluzione generale della sismicità è strettamente correlata al sollevamento, gli sciami sismici sembrano seguire meccanismi propri.
Come possibile causa, i ricercatori indicano l'infiltrazione di fluidi, ossia gas o liquidi, negli strati rocciosi più profondi. Questi processi possono alterare nel breve periodo le condizioni di tensione nel sottosuolo e innescare così un'accresciuta attività sismica indipendentemente dal sollevamento su larga scala. Ne deriva un sistema bipartito: un trend a lungo termine caratterizzato dal sollevamento e eventi a breve termine innescati dai movimenti dei fluidi.
I Campi Flegrei, un'area a rischio vulcanico
Per la regione intorno a Napoli , queste scoperte rivestono un'importanza considerevole. I Campi Flegrei sono considerati una delle maggiori aree a rischio vulcanico d'Europa, contraddistinta da un'elevata densità di popolazione nel suo circondario. Una migliore comprensione dei processi sottostanti è quindi fondamentale per inquadrare gli sviluppi in modo realistico e valutare i rischi su basi più solide.
Lo studio del GFZ mostra che la complessa dinamica al di sotto dei Campi Flegrei si presta a una modellizzazione sempre più accurata. Anche se molte questioni restano aperte, esso fornisce una base notevolmente più precisa per distinguere i trend a lungo termine dagli eventi a breve termine e per valutare l'attività geologica della regione su fondamenti più solidi.




