La Toscana è considerata una delle regioni d'Italia più descritte. Vigneti, cipressi, agriturismi in pietra naturale e paesaggi perfettamente coreografati ne caratterizzano l'immagine. Eppure esiste anche un'altra Toscana al di là di questi motivi familiari, più silenziosa, più spigolosa, più autentica. È proprio lì che conduce il libro «Nascosta Toscana : i segreti della Lunigiana» di Dietmar W. Brandt. L'autore vi combina esperienze personali, uno sguardo architettonico e la cultura quotidiana regionale in un ritratto stratificato di un'area che rimane praticamente sconosciuta anche a molti appassionati d'Italia.
L'autore è arrivato in Italia da bambino
Brandt, nato nel 1961 a Kassel, è arrivato in Italia da bambino. Questo primo incontro si è sviluppato in una relazione che dura tutta la vita. «All'età di sei anni ho perso il mio cuore all'Italia, ma non a quella delle cartoline postali», dice. Invece di immagini turistiche patinate, fin dall'inizio lo affascinano gli spazi meno considerati: «Mi affascinano gli angoli nascosti, i villaggi dimenticati e la bellezza ruvida della Lunigiana».
Dopo gli studi di architettura d'interni a Rosenheim, numerosi viaggi di studio l'hanno condotto attraverso tutta l'Italia. Successivamente ha lavorato per molti anni come rappresentante di produttori italiani di cucine design in Germania. Il design, la materialità e l'impatto spaziale non divennero solo un interesse, ma una pratica professionale. Dal 2022 Brandt vive stabilmente in Lunigiana. Il libro non è quindi un progetto di viaggio da lontano, ma il risultato di un cambio di prospettiva da visitante a residente.

Dal transito all'arrivo
L'accesso alla regione non è avvenuto attraverso una singola vacanza, ma nel corso degli anni passando di continuo. Negli anni Novanta la Lunigiana era per Brandt soprattutto una strada di transito verso Liguria. «Ho sempre guidato attraverso quella zona, sulla strada verso gli amici a La Spezia e verso i produttori di cucine che visitavo spesso allora.» Proprio questo continuo passare senza fermarsi è diventato retrospettivamente il punto di svolta.
«Mi è diventato chiaro che ogni volta attraversavo una zona che non sembrava una scenografia, ma vera vita, e che non l'avevo mai veramente visitata.» Dal luogo di transito divenne una meta consapevole. «Era il momento in cui sapevo: non voglio solo attraversare la Lunigiana, voglio comprenderla e viverci.»
Contrappunto al cliché toscano
Cosa distingue così fortemente la regione per lui dall' immagine diffusa della Toscana? Brandt descrive un netto contrasto tra messa in scena e vita quotidiana. «La Toscana per molti rappresenta l'immagine raffinata: cipressi, vino, perfetto Agriturismi, tutto curato, spesso come da catalogo. La Lunigiana è l'esatto contrario.

Il paesaggio sarebbe più verde, più montuoso, meno levigato. «Più paesaggio che cartolina e più quotidianità che palcoscenico.» Allo stesso tempo il mare è a portata di mano. Circa mezz'ora di viaggio separa molti posti dalla costa ligure. Ciò che risulta tuttavia decisivo è qualcosa di diverso: «Lì nulla sembra una quinta costruita per i visitatori. È un luogo che esiste prima per se stesso e solo dopo per gli ospiti.» Proprio questo Indipendenza crea un'impressione duratura. «Non deve piacere a nessuno, e proprio per questo rimane nella memoria.»
Un libro nato da una lacuna contenutistica
L'idea per il libro non nacque dalla scrivania, ma da una conversazione sul luogo. Un'agente immobiliare e amica ha fatto notare a Brandt che sulla regione mancava letteratura narrativa contemporanea letteratura Le opere esistenti erano per lo più fortemente caratterizzate storicamente, spesso scritte in modo arido e visivamente poco attraenti.
«Soprattutto non c'era nulla nello stile narrativo, nessun racconto contemporaneo con bozzetti forti e significativi.» Non è nato un piano vago, ma una decisione concreta: «La lacuna era così ovvio che all'improvviso non era più un'idea astratta. Era piuttosto: allora lo faccio così, come piacerebbe a me leggerlo.
Racconto di viaggio anziché guida turistica
«Toscana nascosta: i segreti della Lunigiana» non è intenzionalmente una guida classica. L'autore Dietmar W. Brandt punta su un approccio personale drammaturgia anziché la logica dell'elenco. «Accompagno i lettori in un viaggio molto personale», descrive il suo approccio. Ne fanno parte scene e luoghi concreti: le prime ore del mercato a Pontremoli, scoperte culinarie come testaroli fatti a mano in una locanda a Bagnone e le tracce in pietra dinastia Malaspina con i loro numerosi castelli e fortificazioni.
«Con schizzi, disegni e scene vivide si affronta la Toscana originale, autentica, lontano dai sentieri battuti.» Lo sfondo architettonico dell'autore è percettibile. I luoghi non vengono solo descritti, bensì nella loro struttura ed effetto letti: piazze, vicoli e corpi edilizi come elementi narrativi.

Due versioni linguistiche, un anno di lavoro
La creazione del libro ha richiesto circa dodici mesi, con una particolarità: sono state create in parallelo un'edizione tedesca e un'edizione inglese. « Non si tratta semplicemente di scrivere e poi tradurre, ma di due testi che devono funzionare in tono, ritmo e precisione. » Proprio con uno stile fortemente orientato all'esperienza, si nota subito se un testo regge o solo informa. Brandt è stato supportato da una redattrice e da un madrelingua inglese.
Ciò che il libro deve suscitare nel lettore
L'ambizione non è fornire un rapido consiglio segreto, ma un cambiamento di prospettiva. « Voglio che i lettori diano a questa regione una vera opportunità. Non come consiglio segreto da spuntare rapidamente, ma come regione con sostanza. » Particolarmente a cuore gli sta la cucina regionale, che si distingue nettamente dall'immagine diffusa della Toscana: autentica, onesta, caratteristica.
Descrive chiaramente il suo obiettivo: « Se qualcuno dopo aver letto non passa più solo di fretta, ma rimane consapevolmente, mangia, osserva e si prende tempo, allora il libro ha raggiunto esattamente quello che voleva. »

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