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Le due torri di Bologna: il caldo, la storia e una delusione

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Die beiden Türme aus der Nähe: Torre Garisenda (links) deutlich geneigt, Torre Asinelli (rechts) mit über 97 m die höchste mittelalterliche Turmstruktur Italiens.
Die beiden Türme aus der Nähe: Torre Garisenda (links) deutlich geneigt, Torre Asinelli (rechts) mit über 97 m die höchste mittelalterliche Turmstruktur Italiens. (Foto: © Bastian Glumm)
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Si immagini quanto segue: Bologna, luglio, circa 34 gradi. L'asfalto incandescente, l'aria immobile e si passeggia per l'antica città con i suoi tetti rossi, alla ricerca di i torri, i celebri Due Torri. Due torri, il simbolo della città, come la Torre Pendente di Pisa, solo che a coppia e in qualche modo più serie.

Le due torri Asinelli e Garisenda

Le torri si chiamano Asinelli e Garisenda. Da secoli stanno l'una accanto all'altra come una vecchia coppia sposata che ha già visto tutto: guerre, coppie innamorate, proteste studentesche e ora solo infiniti lavori di costruzione.

La Torre degli Asinelli è la più grande, più severa, quasi una sentinella silenziosa. È stata costruita nel XII secolo dalla famiglia Asinelli e ha sorprendentemente resistito a tutti questi secoli. La Garisenda è più piccola, notevolmente inclinata, come la piccola sorella che semplicemente non vuole stare diritta. A proposito: Dante le menzionò nella sua «Divina Commedia». Lo hanno impressionato chiaramente.

Un tempo a Bologna c'erano più di 100 torri di questo tipo. Le famiglie ricche le costruivano come simboli di status, proprio come oggi qualcuno compra una macchina sportiva. Più alta era la torre, più potente era la famiglia. Ma il tempo ha fatto crollare molte torri. Poche sono rimaste e le Due Torrisono oggi veri tesori architettonici del Medioevo.

Veduta lungo via Rizzoli sulle Due Torri: Asinelli e Garisenda. Nonostante i lavori di costruzione, caratterizzano in modo impressionante la sagoma del centro storico. (Foto: © Bastian Glumm)
Veduta lungo via Rizzoli sulle Due Torri: Asinelli e Garisenda. Nonostante i lavori di costruzione, caratterizzano in modo impressionante la sagoma del centro storico. (Foto: © Bastian Glumm)

Cantieri, impalcature, transenne, rumore di cantiere

Ma questa estate c'è stata una piccola delusione: non potevamo avvicinarci alle torri. L'intera piazza era bloccata a causa dei lavori di costruzione, delle impalcature, delle barriere, del rumore. Ci sentivamo come davanti a un museo in fase di ristrutturazione. Per fare almeno una foto decente, dovevamo cambiare lato della strada. Solo così potevamo fotografarle senza recinzioni.

Le torri stavano là, dietro a tutto. Come un segreto nascosto che non si riesce a cogliere fino in fondo. E forse questo è parte del loro fascino. Non raccontano solo la storia, loro sono Storia. Anche se non si può avvicinarsi a loro, comunque affascinano. In qualche modo.

Come si arriva alle torri?

Le due torri si trovano nel cuore di Bologna, all'incrocio tra Via Rizzoli e Strada Maggiore (più precisamente Piazza di Porta Ravegnana). Se si cammina da Piazza Maggiore, basta seguire Via Rizzoli verso nord: dopo circa quattro o cinque minuti si hanno davanti. Da Stazione centrale Bologna Centrale sono circa 20-22 minuti a piedi, se si cammina lungo Via dell'Indipendenza verso il centro storico. In alternativa, si possono prendere i bus TPER (ad es. linea 25 o 27) che impiegano circa 10-13 minuti per raggiungere il centro. Scendendo alla fermata «Rizzoli», le torri distano solo un minuto a piedi (~70 m). A seconda dei lavori in corso, l'accesso diretto intorno alle torri potrebbe essere limitato.

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