Vivere in Italien

Wildcamping in Italia: vietato, eppure in crescita

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Wildcampen mitten in der Natur: In Italien ist das zwar verlockend, aber grundsätzlich verboten – Verstöße können mit hohen Bußgeldern geahndet werden. (Bild von Reijo Telaranta auf Pixabay)
Wildcampen mitten in der Natur: In Italien ist das zwar verlockend, aber grundsätzlich verboten – Verstöße können mit hohen Bußgeldern geahndet werden. (Bild von Reijo Telaranta auf Pixabay)
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In Trentino il tema del camping selvaggio fa notizia in questa estate. Come il giornale locale il Dolomiti riporta, la polizia ha impiegato in Alto Garda e Ledro nei mesi passati più di 1.400 ore di servizio per controllare le violazioni. Particolarmente colpita la comunità di Nago-Torbole, dove dieci campeggiatori sono stati colti al pernottamento illegale. La polizia parla, secondo il giornale, di un «fenomeno in crescita» e ha citato numerose ulteriori segnalazioni dalla popolazione.

Camping selvaggio: regole rigorose, sanzioni elevate

Secondo la legge italiana, il campeggio al di fuori delle aree ufficiali è generalmente vietato. Chi viene sorpreso paga almeno 100 euro, in aree protette le sanzioni possono raggiungere fino a 1.000 euro. Secondo il Dolomiti il divieto viene rigorosamente applicato in Trentino, soprattutto nei luoghi molto frequentati come il lago di Garda.

Sebbene la situazione giuridica sia chiara a livello nazionale, nella pratica non è uniforme. Così spiega Trekking.it, che in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Emilia-Romagna vige un divieto generale senza eccezioni è in vigore. In altre regioni come il Piemonte o le Marche il bivacco è permesso per massimo 48 ore, ma solo previo permesso del Comune. In Lombardia e Toscana, invece, mancano norme regionali chiare, il che genera zone grigie.

Zone sensibili particolarmente protette

Le regole sono particolarmente rigide nei parchi nazionali e lungo le coste. Come il Dolomiti descrive, bastano una tenda aperta o l'allestimento di attrezzature da campeggio per essere considerati come bivacco bivacco. Nelle Dolomiti, ad esempio nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, le infrazioni comportano sanzioni significative.

Bivacco, l'eccezione tollerata

In alcune regioni montane si distingue tra il campeggio classico e il cosiddetto Bivacco distinto. Si intende un pernottamento in tenda o bivy dal tramonto all'alba, solitamente in alta montagna e senza attrezzature da campeggio. Legalmente anche questo non è espressamente consentito, però in regioni come il Trentino o la Valle d'Aosta viene tollerato sotto determinate condizioni: nella Valle d'Aosta ad esempio al di sopra di 2.500 metri o per massimo 48 ore con autorizzazione. La tradizione ha origine dall'alpinismo, dove il bivacco era spesso inevitabile per motivi di sicurezza.

Mentre il campeggio illegale aumenta, contemporaneamente il turismo legale del campeggio cresce. Secondo i dati di Camper Professional e Quality Travel si prevedono nell'estate 2025 circa 73 milioni di pernottamenti nei campeggi e piazzole previsto, un aumento rispetto all'anno precedente. Particolarmente ricercati sono offerte di agriturismo, dove le fattorie mettono a disposizione piazzali, nonché concetti di glamping che combinano l'esperienza della natura con il comfort.

Avventura con rischio

Nonostante queste alternative, il fascino del campeggio selvaggio perdura. Tuttavia, gli esempi dal Trentino dimostrano: l'avventura può rivelarsi costosa. Secondo i media italiani, le autorità intendono intensificare ulteriormente i loro controlli ulteriormente. Chi desidera godere della natura è al sicuro con i piazzali ufficiali e le offerte legali; al contempo protegge il paesaggio e i comuni dai carichi eccessivi.

Riquadro informativo: Campeggio selvaggio in Italia: Regole per regione

Fonti: Trekking.it, Wildhood.app, Regione Campania, Regione Calabria, SardegnaAmbiente

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