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Monteviasco: Un villaggio di montagna che non si arrende

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Blick über die steinernen Dächer von Monteviasco im Val Veddasca: Das abgelegene Bergdorf in der Lombardei ist bis heute nur zu Fuß oder per Seilbahn erreichbar und bewahrt eine nahezu unveränderte alpine Bauweise.
Blick über die steinernen Dächer von Monteviasco im Val Veddasca: Das abgelegene Bergdorf in der Lombardei ist bis heute nur zu Fuß oder per Seilbahn erreichbar und bewahrt eine nahezu unveränderte alpine Bauweise. (Foto: © Andrea Di Martino / Alamy Stock Photo)
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Monteviasco si trova in alto sopra il Val Veddasca, solo pochi chilometri dal confine svizzero. Negli ultimi anni il luogo è diventato un simbolo del futuro fragile di molti villaggi montani italiani. Chi oggi arriva a Monteviasco con la funivia o tramite il sentiero ripido trova un villaggio che appare al contempo tranquillo e resistente. Segnato da decenni di emigrazione, ma sostenuto da una piccola comunità che si rifiuta di scomparire.

Monteviasco: un villaggio senza strada

Monteviasco appartiene amministrativamente al comune di Curiglia con Monteviasco nella provincia di Varese. Fino a gran parte del XX secolo abitavano qui numerose famiglie di agricoltura, artigianato e lavoro stagionale oltre il confine. Con il cambiamento economico e l'urbanizzazione crescente è iniziato tuttavia uno spopolamento lento ma costante. Rimasero soprattutto residenti anziani, case di pietra abbandonate e un villaggio che divenne sempre più difficile da raggiungere.

L'accessibilità è la chiave alla storia più recente di Monteviasco. Per decenni era la Funicella la connessione più importante con la valle. Dopo un incidente mortale nel 2018, tuttavia, è stata chiusa. Un evento che ha attirato l'attenzione in tutta Italia. Improvvisamente Monteviasco si è ritrovata ridotta a ciò che era una volta: un villaggio raggiungibile solo a piedi, attraverso più di mille gradini ripidi. Alimenti, bombole di gas e medicinali dovevano essere portati, le visite di artigiani o personale medico divennero una sfida logistica.

Monteviasco nei media italiani

I media italiani affrontavano ripetutamente il destino del villaggio. Particolarmente impressionante è stato un documentario televisivo di ARTE, che ha ritratto Monteviasco come un «villaggio di montagna dimenticato» e ha seguito la vita quotidiana degli abitanti rimasti. Anche quotidiani regionali della Lombardia hanno riportato regolarmente sullo stato della funicella, sui ritardi giudiziari, sulle responsabilità politiche e sulla crescente impazienza degli abitanti. Monteviasco divenne così un simbolo dei problemi strutturali che affliggono molte regioni remote dell'Italia.

Nel 2025 finalmente la situazione si è sbloccata. Dopo anni di verifiche tecniche, questioni di finanziamento e procedure di autorizzazione la funicella ha ripreso il servizio. La riapertura non è stata grande Spettacolo, bensì un momento tranquillo, quasi sobrio e tuttavia di enorme importanza. Per i pochi residenti permanenti ha rappresentato un sollievo tangibile nella vita quotidiana, per gli ex abitanti e i visitatori un segnale che Monteviasco non è definitivamente abbandonato.

Cauto ottimismo nel villaggio di montagna

Con il ritorno della funivia tornò anche il cauto ottimismo. Nei fine settimana e nei mesi estivi ritornano nel villaggio escursionisti e visitatori giornalieri, attratti dall'isolamento, dalla vista sul Lago Maggiore e dall'atmosfera particolare di un luogo che consapevolmente è rimasto lento. Piccole iniziative cercano di preservare il patrimonio culturale, organizzare feste e incontri e rendere Monteviasco percepibile non solo come meta turistica, bensì come luogo vivo.

Allo stesso tempo la realtà rimane esigente. Non c'è un negozio, non c'è scuola, nessuna assistenza medica permanente. Chi vive qui sceglie consapevolmente una vita con limitazioni e contro la naturalità della moderna infrastruttura. Ma è proprio in questo che risiede, per molti visitatori, il fascino particolare di Monteviasco.

Un luogo in transizione

Monteviasco non è un museo all'aperto romantico, nemmeno un luogo dalle soluzioni semplici. È un villaggio in transizione, il cui futuro rimane aperto. Tuttavia gli sviluppi recenti mostrano che anche i luoghi più piccoli possono avere una voce se rimangono tenaci. Lassù nella Val Veddasca, Monteviasco ricorda che l'Italia non consiste solo di metropoli e di mete turistiche affollate, ma anche di quei luoghi silenziosi il cui persistere rivela molto su come si gestisce lo spazio rurale.

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