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Raccolta differenziata in Italia: come funziona la separazione dei rifiuti

Bastian Glumm
Foto: © Bastian Glumm
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Chi trascorre una vacanza in Italia o vi risiede stabilmente, prima o poi si imbatte in un tema che può rivelarsi sorprendentemente complesso: la raccolta differenziata. Ciò che in Germania è in larga misura standardizzato, in Italia funziona in modo molto diverso a seconda della regione, della città e talvolta persino del quartiere. Separare i rifiuti in Italia segue una logica tutta sua, e chi l'ha capita vive in modo più sereno, evita le multe e finisce per guardare il paese con occhi nuovi.

La raccolta differenziata: come funziona in Italia

Il termine tecnico italiano per la separazione dei rifiuti è raccolta differenziata, che si può rendere in italiano come "raccolta separata". A differenza della Germania, non esiste un sistema unico a livello nazionale. Ogni comune decide autonomamente come organizzare la raccolta dei rifiuti, quali contenitori predisporre e quali regole applicare ai residenti. Ciò determina differenze considerevoli tra Nord e Sud, tra città e campagna.

Secondo il Rapporto Rifiuti Urbani aggiornato dell'agenzia ambientale italiana ISPRA, la percentuale nazionale di raccolta differenziata si attesta al 67,7 percento, con marcate differenze regionali. Il Nord raggiunge il 74,2 percento, il Centro il 63,2 percento e il Sud il 60,2 percento. Va sottolineato che il Meridione sta recuperando terreno, lentamente ma in modo costante. Bologna è la prima tra le grandi città con il 72,8 percento, mentre Napoli chiude la classifica con il 44,4 percento.

Le principali categorie di rifiuti in italiano

Chi effettua la raccolta differenziata in Italia deve conoscere i termini italiani, poiché sono quelli riportati sui contenitori e nel calendario dei rifiuti. Le categorie principali sono:

Umido indica i rifiuti organici, paragonabile al bidone dell'organico tedesco. Rientrano in questa categoria gli avanzi di cibo, le bucce di frutta e verdura, il caffè usato, le bustine del tè e simili. In molti comuni è obbligatorio l'utilizzo di sacchetti compostabili.

Secco o secco indifferenziato è il rifiuto residuo. Vi finisce tutto ciò che non è riciclabile: articoli igienici, pannolini, sacchetti dell'aspirapolvere, mozziconi di sigaretta e plastica che non rientra nella raccolta degli imballaggi.

Carta indica carta e cartone. Vi rientra tutto ciò che è composto da carta o cartone puri. Le scatole della pizza unte non vanno in questa categoria, bensì nel secco indifferenziato.

Plastica o, più frequentemente plastica e metallo è la raccolta degli imballaggi. Bottiglie di plastica, vasetti di yogurt, lattine, fogli di alluminio e confezioni Tetra Pak vengono raccolti insieme in questa categoria.

Vetro indica il vetro usato. In alcuni comuni il vetro è raccolto insieme ai metalli, in altri separatamente.

Porta a porta: il sistema di raccolta italiano

Una particolarità che sorprende molti visitatori è il sistema porta a porta. Invece di appositi container centralizzati sotto casa, ogni nucleo familiare porta i propri rifiuti direttamente davanti all'uscio nei giorni stabiliti, dove vengono ritirati dalla nettezza urbana. Quali rifiuti vengano raccolti e in quale giorno è stabilito dal calendario locale della raccolta, disponibile presso il comune o consultabile online.

Chi espone il cartone di lunedì, quando invece il lunedì viene ritirato il rifiuto indifferenziato, rischia una multa. In alcune città, addetti comunali verificano a campione se la separazione è stata effettuata correttamente. Chi differenzia in modo errato viene, in singoli casi identificato e diffidato.

Nelle zone più densamente popolate, soprattutto nelle grandi città, esistono ancora punti di raccolta centralizzati con container di diversi colori. Questi sono spesso apribili solo con una tessera elettronica, che i residenti ricevono dal comune e che attribuisce i rifiuti al rispettivo nucleo familiare .

Sacchetti con il timbro comunale

In alcune regioni, soprattutto nel nord Italia, è obbligatorio utilizzare sacchetti speciali per i rifiuti. Questi sono trasparenti o recano il timbro del comune e vengono venduti nei supermercati, dal tabaccaio o presso il comune . Chi utilizza il sacchetto sbagliato si vedrà semplicemente ignorare il proprio rifiuto dalla raccolta. Ciò vale in particolare in Lombardia, in Veneto, in Südtirol e in alcune parti della Toscana.

Centro di raccolta: i centri di raccolta differenziata in Italia

Per quantità maggiori, ingombranti, rifiuti elettronici o speciali, ogni comune dispone di un centro di raccolta, detto anche isola ecologica . Si tratta del corrispettivo italiano del centro di raccolta differenziata. Lì vengono accettati mobili, elettrodomestici, macerie, batterie, olio esausto e simili. Gli orari di apertura sono spesso limitati e alcuni centri richiedono la prova di residenza nel comune. Chi è in vacanza e vuole disfarsi di ingombranti dovrebbe informarsi in anticipo. Il catasto nazionale dei rifiuti dell'ISPRA, il Catasto Nazionale dei Rifiuti, elenca tutti i punti di raccolta italiani e le quote di differenziata per regione.

Sanzioni e conseguenze

Chi effettua una raccolta differenziata scorretta può incorrere in sanzioni. L'importo varia da comune a comune, ma parte spesso da 100 euro e può aumentare sensibilmente in caso di infrazioni ripetute. In alcune case vacanza i proprietari trattengono un deposito cauzionale o addebitano 100 euro per la rilavorazione del rifiuto, qualora i rifiuti non siano stati differenziati correttamente al momento della partenza.

Nel Sud Italia, dove il sistema di raccolta differenziata è in alcuni casi meno sviluppato, le conseguenze sono spesso meno severe. Ma questo non è un motivo di negligenza, poiché anche lì il sistema è in fase di cambiamento. Molti comuni del Sud stanno attualmente ampliando la propria raccolta differenziata, spinti dalle direttive UE e dagli obiettivi nazionali di riciclaggio previsti dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Consigli pratici per i turisti

Chi trascorre le vacanze in Italia e non vuole addentrarsi nel sistema può cavarsela con tre semplici regole. Prima: procurarsi il calendario dei rifiuti. In ogni casa vacanza dovrebbe essercene uno; in caso contrario, basta chiederlo al proprietario. Seconda: sciacquare i residui. Le confezioni sporche non vanno nella raccolta differenziata, ma nell'indifferenziato. Terza: osservare i vicini. Ciò che i residenti mettono fuori dalla porta è di solito il riferimento più affidabile.

Chi si trasferisce in un appartamento di proprietà in Italia dovrebbe rivolgersi all' ufficio igiene urbana o all' ufficio ambiente del comune, dove ritirare il calendario dei rifiuti, eventuali tessere magnetiche e i sacchi per i rifiuti appositi. È inoltre obbligatorio iscriversi alla tassa comunale sui rifiuti, la TARI, e ciò andrebbe fatto tempestivamente dopo il trasferimento.

La raccolta differenziata in Italia è un fatto culturale

La raccolta differenziata è molto più di una procedura burocratica. Rispecchia le differenze regionali del paese, il rapporto tra città e campagna, il cambiamento lento ma percettibile in direzione della sostenibilità. Chi ha compreso il sistema non solo vive nel rispetto delle regole, ma ottiene anche una visione più profonda della società italiana. Fare la raccolta differenziata in Italia è, in fondo, un pezzo di vita quotidiana vissuta, che mostra quanto questo paese possa essere al tempo stesso pragmatico e rigoroso.

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