Vivere in Italien

Un articolo ospite: Alto Adige, libertà, silenzio e la magia delle montagne

4 Min. Lesezeit
Südtirol verzaubert: Pragser Wildsee, Dolomiten und Toblach – Freiheit, Natur und italienische Gastfreundschaft zum Verlieben.
Südtirol verzaubert: Pragser Wildsee, Dolomiten und Toblach – Freiheit, Natur und italienische Gastfreundschaft zum Verlieben. (Foto: © Vera Sulima)
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Un contributo ospite di Vera Sulima

L'Italia, un paese ricco di diversità. Sicilia, Roma, Napoli, Firenze, Venezia… ogni luogo racconta la propria storia. Eppure quest'anno non è stata la grande città a chiamarmi, bensì una regione ancora a me sconosciuta: Alto Adige. Presentivo che avrei trovato lì ciò che mi mancava: leggerezza, spazio, natura e un sentimento di libertà.

Al Lago di Braies, un momento di silenzio

Al Lago di Braies, al Lago di Braies, il tempo parve fermarsi. L'acqua così limpida da sembrare uno specchio, uno specchio che assorbiva i miei pensieri e li rendeva sempre più leggeri a ogni sguardo. Dietro di me, i turisti si affolllavano sulla riva, eppure io li sentivo appena. Ero seduta, i piedi nell'acqua, semplicemente felice. All'inizio ricevevo sguardi stupiti. Ma presto questi si trasformarono in sorrisi, in silenzio Comprensione. E alcuni persino si sedettero sulla riva accanto a me, come se volessero condividere questo piccolo momento di felicità.

Nelle Dolomiti, battito cardiaco della libertà

Le Dolomiti mi accolsero con una forza e una bellezza difficili da esprimere a parole. Tra le maestose vette, il mio cuore batteva diversamente: ampio, libero, come se si aprissero ali invisibili. Una sola cosa provai lì: il dolore silenzioso di non essere un uccello.

Il Lago di Braies in Alto Adige, acqua cristallina, incorniciata dalle Dolomiti. Un luogo dove il tempo sembra fermarsi. (Foto: © Vera Sulima)
Il Lago di Braies in Alto Adige, acqua cristallina, incorniciata dalle Dolomiti. Un luogo dove il tempo sembra fermarsi. (Foto: © Vera Sulima)

Mentre lasciavo vagare lo sguardo sui prati, ero accompagnato da un suono che diventò la più pura meditazione: il chiaro « Ding-ding » dei campanelli al collo delle mucche d'alpe. Ogni nota una misura, rilassarsi... respirare... godere...

Dobbiaco, un piccolo pezzo di casa

L'affascinante cittadina di Dobbiaco mi sorprese con calore e un fascino particolare. I vicoli profumavano di caffè appena fatto e di cornetti così grandi che quasi non si potevano tenere. Mi innamorai delle case fiorite, della fontana della piazza, dove rinfrescai i miei piedi stanchi e giocai ridendo a spruzzare acqua con i bambini. Ho trovato pace nella luce silenziosa della chiesa, ho frugato fra vecchi ricami su Mercato delle pulci e lasciavo che lo sguardo vagasse sempre di nuovo sul panorama montuoso, che incornicia il piccolo paese come un dipinto. Toblach mi ha regalato un'energia speciale: vivace, pulsante, piena di risa e di ospitalità italiana. Tutto è iniziato con un semplice « Buongiorno, signora » e io ero già immersa in questo mondo caloroso.

La magia delle ore mattutine

Ma il più bello era la mattina. Quando le montagne si avvolgono in nuvole, dolci e misteriose, come se si fosse entrati in una fiaba. Era come se potessi toccare le nuvole, o persino assaggiarle. Una magia quieta, sfuggente, che faceva iniziare il giorno con meraviglia.

La nostra autrice ospite Vera Sulima viene da Solingen ed era in viaggio in Südtirol. (Foto: © Vera Sulima)
La nostra autrice ospite Vera Sulima viene da Solingen ed era in viaggio in Südtirol. (Foto: © Vera Sulima)

Molto più che « soltanto » una meta turistica

Le montagne sono sempre state il mio amore. Qui respiro profondamente, qui trovo pace. E così le Dolomiti mi hanno ricordato le parole di un filosofo:

« Qui non appartengo a nessuno. Qui sono solo me stesso. E qui trovo pace. »

Per me è Südtirol perciò ben più di una meta turistica. È un incontro con me stesso. Con libertà, bellezza e forza silenziosa. Con qualcosa che non si può mettere in parole, che si porta solo nel cuore. E così so: questi paesaggi, che si sono bruciati profondamente nel mio interno, non li dimenticherò mai. Mi chiamano a tornare. E un giorno tornerò.

(Foto: © Vera Sulima)
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