Dopo due giorni di forti temporali nel Nord e nel Centro Italia il paese traccia un primo bilancio. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha richiesto venerdì lo stato di emergenza alla Protezione Civile italiana, circa 400 persone sono state evacuate da zone allagate e minacciate da colate di fango, e i vigili del fuoco hanno registrato in sole 24 ore oltre mille interventi tra Bergamo, Brescia, Genova, Firenze e Udine. Quanto la Protezione Civile aveva annunciato per i due giorni si è avverato in alcune zone con piena violenza, con precipitazioni record, intense serie di fulmini in Toscana e danni in parte drammatici a infrastrutture, abitazioni e strade. Una panoramica.
La Lombardia al centro della crisi
La regione più colpita è stata la Lombardia. Nelle province montane di Bergamo e Brescia sono state complessivamente evacuate oltre 400 persone da zone a rischio, di cui circa 250 da un campeggio a Isola di Fondra in Val Brembana, minacciato da una colata di fango e dall'innalzamento di un corso d'acqua. In Val Camonica, nei pressi di Sonico, è crollato un ponte sul Torrente Val Rabbia che collegava la località di Rino con il capoluogo. Come documentato dall'agenzia di stampa Dire nella sua cronologia dettagliata, sei comuni montani dell'hinterland bergamasco restano ancora isolati dal resto del mondo: Valleve, Carona, Foppolo, Branzi, Valbondione e Gandellino. Nel Bresciano il fiume Oglio ha esondato, a Ponte di Legno la funivia Ponte-Tonale è stata fermata dopo un fulmine, tutte e otto le persone a bordo sono rientrate a valle illese.
Le precipitazioni sono state eccezionali. Sulle Alpi Orobie sono caduti fino a 270 millimetri di pioggia, sull'Alto Lago di Como fino a 260 millimetri, un valore corrispondente alle precipitazioni normali di diversi mesi messi insieme. I vigili del fuoco hanno registrato in Lombardia oltre 450 interventi, su un totale di più di mille interventi nel Nord e nel Centro Italia in 24 ore.
23.000 fulmini sulla Toscana
Un secondo centro di crisi si è formato in Toscana. Tra le 11 di giovedì e le 23 dello stesso giorno il Consorzio LaMMA ha contato oltre 23.000 fulmini sulla regione, di cui 8.000 nelle sole due ore tra le 21 e le 23. Le raffiche di vento hanno raggiunto 106 chilometri orari sulla costa pisana, 103 nella provincia di Firenze e 92 a Viareggio. A Firenze una turista di 75 anni è rimasta ferita alla spalla da una tegola caduta: le sue condizioni non destano preoccupazione. La città ha registrato almeno 23 alberi abbattuti, che hanno danneggiato anche la linea tranviaria.
Nella provincia di Pistoia oltre 2.000 utenze sono rimaste temporaneamente senza corrente, a Larciano sono state danneggiate abitazioni, a Pescia è crollato un lungo tratto della recinzione dello stadio comunale. A Tonfano, presso Marina di Pietrasanta, una tromba d'aria ha colpito i stabilimenti balneari e le abitazioni della zona. In Lunigiana, al confine con la Liguria, tre persone sono state tratte in salvo da una colata di fango nei pressi di Bagnone, il torrente Bagnone ha superato la seconda soglia di allerta. Come sintetizza il portale italiano Today.it dai rapporti dettagliati dei vigili del fuoco locali, le precipitazioni orarie hanno raggiunto in alcune zone 120 millimetri, un valore documentato nel Nord Italia solo in casi estremi.
Ulteriori danni in Liguria, Emilia-Romagna e Friuli
Anche le altre regioni interessate dall'allerta della Protezione Civile hanno registrato danni. A Genova è crollato un muro in Via Posalunga nel quartiere di Borgoratti, in Emilia-Romagna si sono verificate due frane nel Parmense, nei pressi di Terenzo e Corniglio, con viabilità a senso unico alternato sulle strade interessate. In Friuli-Venezia Giulia le centrali operative hanno ricevuto 135 chiamate per danni causati dal maltempo, con maggiore concentrazione a Udine (50), Pordenone (40), Gorizia (32) e Trieste (13), principalmente per alberi caduti e allagamenti localizzati. Per un breve periodo l'aeroporto di Forlì-Cesena è stato chiuso e diversi collegamenti ferroviari nel Nord hanno subito limitazioni.
Reazione politica e stato di emergenza
Il presidente della Regione Attilio Fontana ha chiesto venerdì sera al ministro della Protezione Civile Nello Musumeci il riconoscimento dello stato di emergenza per la Lombardia. Come riferisce l'agenzia di stampa Adnkronos sulla base del comunicato ufficiale della Regione, l'assessore regionale competente per la Protezione Civile Romano La Russa, insieme all'assessore al Territorio Gianluca Comazzi, provvederà a predisporre la documentazione per la richiesta ufficiale. Musumeci ha assicurato che porterà la richiesta al Consiglio dei Ministri il prima possibile.
Il collegamento con la quarta ondata di calore dell'estate 2026 è meteorologicamente documentato con chiarezza: il calore accumulato per settimane nella Pianura Padana ha fornito l'energia per i temporali, mentre l'aria fredda atlantica ha innescato lo scarico. I climatologi sottolineano da anni che le fasi di caldo estremo e gli eventi di precipitazione estrema nel Nord Italia aumentano parallelamente, poiché temperature dell'aria più elevate trasportano maggiore umidità. Il bilancio attuale è la conferma concreta di queste previsioni e la conseguenza diretta dell'allerta meteo annunciata giovedì, che in Lombardia e in Toscana si è realizzata nella sua espressione massima.
Cosa è utile sapere per chi viaggia
Per chi si trova nelle regioni interessate, la situazioneè articolata. Sei comuni montani dell'hinterland bergamasco restano ancora isolati, chi ha programmato un'escursione in Val Brembana, Val Seriana o Val Camonica è invitato a verificare le ultime comunicazioni della Protezione Civile locale e a prevedere alternative. In Toscana la viabilità è stata in gran parte ripristinata dopo la perturbazione, alcune strade in Lunigiana e nel Pistoiese sono ancora percorribili con limitazioni. Nel fine settimana i meteorologi prevedono un netto miglioramento, con condizioni più stabili e temperature al di sotto della media delle ultime settimane.
Chi desidera seguire l'evoluzione del tempo può consultare sul portale ufficiale della Protezione Civile il bollettino di vigilanza aggiornato quotidianamente. A livello regionale, le Arpa delle singole regioni offrono informazioni di dettaglio aggiornate giorno per giorno su livelli idrometrici, chiusure di sentieri e ulteriori indicazioni di sicurezza. Anche la situazione attuale degli incendi boschivi nel paese è direttamente correlata alle condizioni meteorologiche delle ultime settimane, poiché lo stato del suolo, la vegetazione e il rischio di incendi cambiano nuovamente con le piogge.




