In Italia, il rapporto con la ricevuta, in italiano scontrino, viene spesso raccontato come un piccolo fenomeno culturale: si beve l'espresso al bar, si esce e all'angolo un agente della Guardia di Finanza chiede gentilmente il documento. Molte guide di viaggio in lingua tedesca sostengono quindi che anche i clienti rischiano sanzioni se non hanno lo scontrino con sé. In Italia questa non è più la situazione giuridica vigente da oltre vent'anni. Uno sguardo alle norme reali, su chi sia effettivamente obbligato e perché convenga comunque portare la ricevuta con sé anche da turisti.
Cosa devono davvero fare i clienti in Italia
La risposta più breve è anche la più chiara: i clienti in Italia non hanno alcun obbligo di legge, di richiedere, portare con sé o conservare lo scontrino. Chi esce da un bar dopo un espresso senza il documento non viola alcuna norma giuridica italiana e non può essere sanzionato per questo comportamento né dalla Guardia di Finanza né dall'Agenzia delle Entrate. L'intero catalogo delle sanzioni relative allo scontrino riguarda da oltre vent'anni esclusivamente il titolare dell'esercizio, ovvero il gestore del bar, del ristorante o del negozio.
Diverso è il discorso per il gestore. Chi esercita un'attività commerciale è obbligato per legge a emettere una ricevuta per ogni pagamento e a registrare correttamente l'importo nella propria cassa. In caso di inadempienza, sono previste sanzionisevere: come documentato dal portale specializzato italiano Fiscomania nella sua panoramica sulle sanzioni, è prevista una multa pari al 100% dell'IVA relativa all'importo non documentato, con un minimo di 500 euro per ciascuna violazione. In caso di più infrazioni nel corso dello stesso anno, può essere disposta la sospensione della licenza da tre giorni a un mese. Per violazioni con un volume complessivo superiore a 50.000 euro nell'arco di cinque anni, la sospensione della licenza può estendersi fino a sei mesi.
La normativa dal 2003
Prima del 2003 la legge prevedeva effettivamente sanzioni anche per i clienti. In base al Decreto legislativo n. 471/1997 , il cliente trovato nelle vicinanze del locale senza scontrino era considerato corresponsabile dell'evasione fiscale del gestore e poteva essere colpito da una multa da 100.000 a due milioni di lire, equivalente a circa 50-1.000 euro. Tale disposizione rimase in vigore solo per un breve periodo. Con il Decreto Legge n. 69/2003 la sanzione a carico del consumatore fu completamente abolita. Come rileva il portale specializzato italiano Money.it nella sua analisi sulla situazione giuridica, il legislatore aveva riconosciuto che era poco pratico ritenere i clienti responsabili delle inadempienze dei gestori, poiché le ricevute si perdono facilmente e la responsabilità della corretta registrazione spetta comunque esclusivamente all'operatore commerciale.
Questa situazione giuridica è rimasta invariata dal 2003 ed è confermata in modo uniforme dalla Guardia di Finanza, dall'Agenzia delle Entrate e dai portali giuridici italiani. Chi legge oggi in una guida turistica in lingua tedesca che in Italia rischia una multa come cliente, vi trova informazioni obsolete o non verificate.
Cosa controlla davvero la Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza ha ancora il compito di verificare il rispetto dell'obbligo di emissione della ricevuta da parte dei gestori. Nell'ambito dei cosiddetti controlli a tappeto, gli agenti si posizionano talvolta in borghese davanti a bar, ristoranti o negozi e si rivolgono selettivamente ai clienti in uscita. Se un cliente non è in grado di esibire lo scontrino, gli vengono chieste le generalità, ma non segue alcuna sanzione per il cliente. L'informazione serve esclusivamente a verificare la posizione del gestore: se manca la ricevuta, si accerta se la cassa abbia registrato l'operazione. In caso negativo, il gestore viene sanzionato.
Gli agenti possono effettuare controlli in qualsiasi momento e luogo, anche nelle zone turistiche e nei pressi di bar e gelaterie frequentati. Nella maggior parte dei casi, per i clienti i controlli si concludono con una breve domanda, senza ulteriori conseguenze. Chi viene avvicinato senza scontrino dovrebbe informare veritieramente l'agente sull'acquisto effettuato, in modo che il gestore possa essere eventualmente chiamato a rispondere.
Perché conviene comunque portare lo scontrino con sé
Anche in assenza di sanzioni, vi sono diversi validi motiviper portare la ricevuta con sé sul posto. Il più importante è il suo valore probatorio: in caso di cambio, reclamo o richiesta di garanzia su un prodotto, lo scontrino è il documento decisivo. Chi acquista in una boutique durante le vacanze, ritira medicinali in una farmacia o acquista un dispositivo elettronico dovrebbe conservare la ricevuta almeno fino alla fine del viaggio. In caso di addebiti errati, prezzi sbagliati o reclami tardivi, essa tutela il cliente.
Per chi vive stabilmente in Italia, lo scontrino è inoltre rilevante ai fini delle detrazioni fiscali, ovvero delle detrazioni d'imposta nella dichiarazione dei redditi. Le spese sanitarie, i medicinali acquistati in farmacia o parafarmacia, le ristrutturazioni e alcune altre categorie possono essere portate in detrazione fiscale solo con ricevute valide. Un ulteriore aspetto spesso sottovalutato è la possibilità di segnalare il gestore. Chi richiede espressamente lo scontrino e non lo riceve può segnalare l'accaduto per iscritto alla Guardia di Finanza. Tale segnalazione deve essere firmata con nome e cognome e non può essere anonima. Senza queste segnalazioni, l'evasione fiscale resta nella pratica spesso inosservata.
Lo scontrino elettronico dal 2020
Dal 1° gennaio 2020 il classico scontrino cartaceo è stato sostituito in molti casi in Italia dallo scontrino elettronico , il documento commerciale. Come illustra l'agenzia delle entrate italiana Agenzia delle Entrate sul proprio portale, i nuovi registratori, registratori telematici, trasmettono i dati delle transazioni automaticamente e in tempo reale all'Agenzia delle Entrate. In questo modo la tracciabilità dei ricavi è migliorata notevolmente e il classico controllo davanti all'ingresso del negozio perde di rilevanza. Resta tuttavia l'obbligo per il gestore di consegnare al cliente, su richiesta, una copia cartacea o digitale della ricevuta. Nella maggior parte di bar e negozi lo scontrino viene ancora stampato automaticamente, mentre in alcuni esercizi orientati al digitale viene ormai inviato anche via e-mail o QR code.
Consigli pratici per i viaggiatori
Per chi viaggia dai paesi di lingua tedesca, il rapporto con lo scontrino si può riassumere in poche regole fondamentali. Per un veloce espresso, cappuccino o gelato, la ricevuta è praticamente sempre inclusa nell'acquisto, ma spesso viene lasciata sul bancone. Non prenderla non comporta alcuna sanzione. Per spese più consistenti in negozi, ristoranti o farmacie, è consigliabile conservare lo scontrino almeno fino alla fine del soggiorno, per tutelarsi in caso di reclami. Chi dovesse accorgersi che un esercente non rilascia alcuna ricevuta può segnalare l'accaduto alla Guardia di Finanza, senza però esservi obbligato.
Per chiedere cortesemente al bar o in un negozio è sufficiente la semplice frase Posso avere lo scontrino, per favore?, in tedesco: Kann ich bitte die Quittung haben? In bar e ristoranti lo scontrino fa già di solito parte del momento del pagamento, mentre nei negozi più piccoli può essere utile richiederlo esplicitamente. In modo analogo a quanto vale per lo shopping nei supermercati italiani, per una visita in una pizzeria o trattoria o per la questione della mancia in bar e ristoranti italiani , vale la regola: il cliente se la cava in modo più rilassato di quanto la vulgata di lingua tedesca a volte lasci intendere.




