A partire dal 1° ottobre 2026 entrerà in vigore in Lombardia un divieto di circolazione per i veicoli diesel di classe Euro 5. Il provvedimento riguarda le quattro città lombarde con più di 100.000 abitanti: Milano, Brescia, Bergamo e Monza. La misura avrebbe dovuto applicarsi inizialmente anche a Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, ma in queste regioni è stata sostituita da programmi compensativi. In Lombardia il governo regionale mantiene per ora la data stabilita; il governo nazionale ha tuttavia ventilato la possibilità di un rinvio a pochi giorni dall'entrata in vigore.
Cosa cambia dal 1° ottobre in Lombardia
Il divieto riguarda i veicoli diesel Euro 5 immatricolati tra il 2011 e il 2015. Secondo i calcoli dell'Automobile Club Aci, citati dal quotidiano Il Giorno , la misura interessa in Lombardia circa 443.000 veicoli. La restrizione è attiva dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30, tutto l'anno e senza le consuete pause stagionali estive. Per le zone del centro di Milano Area B e Area C il divieto è già in vigore dal 1° ottobre 2024; dal 1° ottobre 2026 verrà esteso all'intero territorio comunale, nonché a Brescia, Bergamo e Monza.
Chi circola nelle zone interessate nonostante il divieto rischia una sanzione compresa tra 168 e 679 euro . In caso di infrazioni ripetute è prevista anche la sospensione della patente da 15 a 30 giorni. La base giuridica è la normativa ambientale nazionale in combinato disposto con il piano regionale di risanamento della qualità dell'aria della Lombardia, i cui fondamenti sono documentati dalla Regione Lombardia sul proprio portale dedicato alla qualità dell'aria.
Move-In: l'alternativa a chilometri
I proprietari di un veicolo soggetto al divieto possono essere esentati dalla restrizione strutturale iscrivendosi al programma regionale Move-In . Viene installata a bordo una scatola nera che registra i chilometri percorsi nella zona soggetta a divieto. Al posto di un divieto temporale si applica quindi un limite annuo di chilometri. Per i diesel Euro 5 della categoria M1 (autovetture), in Lombardia sono previsti 10.000 chilometri all'anno. Nell'Area B di Milano il limite massimo è sensibilmente più basso, pari a 1.800 chilometri annui.
La scatola nera riconosce anche chilometri bonus . Per i percorsi extraurbani e per i tragitti in autostrada tra 70 e 110 km/h vengono accreditati 0,2 chilometri aggiuntivi per ogni chilometro percorso; per una guida parsimoniosa nel traffico urbano, 0,1 chilometri. I costi del dispositivo e dell'attivazione sono a carico del titolare del veicolo. Una volta esaurito il contingente annuo, torna a vigere il divieto di circolazione ordinario fino al termine dell'anno contrattuale. I dettagli sulla procedura di iscrizione e sui costi sono disponibili sul portale del programma Move-In.
Perché solo la Lombardia
Il divieto strutturale era originariamente previsto per quattro regioni del cosiddetto Bacino Padano, la pianura dell'Italia settentrionale che si estende attorno al Po e che figura tra le aree europee più colpite dall'inquinamento da polveri sottili. Oltre alla Lombardia, il provvedimento riguardava Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Tutte e tre le regioni hanno tuttavia optato per l'alternativa consentita dalla legge: un pacchetto di misure compensative con cui raggiungere la riduzione delle emissioni richiesta senza ricorrere a un divieto strutturale. Il Piemonte, con Torino e Novara, è stato la prima regione ad adottare questa soluzione, nel luglio 2026.
Il divieto entrerà quindi in vigore alla data prevista solo in Lombardia, l'unica delle quattro regioni a non aver presentato un pacchetto alternativo . Il governo regionale di Milano ha discusso più volte possibili adeguamenti, senza tuttavia deliberare alcuna modifica al calendario.
Il quadro politico a ridosso della scadenza
A pochi giorni dall'entrata in vigore del divieto, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato l'intenzione di inserire il rinvio della misura nel prossimo decreto governativo in programma. Il governo Meloni valuta così un intervento nazionale che potrebbe sospendere la normativa regionale. Non è stata ancora adottata alcuna decisione formale, per cui il calendario giuridicamente vigente indica tuttora il 1° ottobre come data di avvio.
Per chi intende raggiungere la Lombardia nelle prossime settimane con un diesel Euro 5, questo significa che lo stato del divieto di circolazione potrebbe cambiare in tempi brevi. In caso di dubbio, il quadro normativo vincolante è reperibile sul portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e nelle comunicazioni della Regione Lombardia. Già il 30 settembre, un giorno prima dell'entrata in vigore del divieto, scade inoltre il calmiere statale sul prezzo del diesel, cosicché la politica italiana sul diesel subirà in 24 ore un doppio cambiamento.




