Vivere in Italien

Il raffinato salotto di Napoli: il Gran Caffè Gambrinus

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Eine heiße Schokolade im Gran Caffè Gambrinus: Wer hier Platz nimmt, erlebt Neapels Kaffeehauskultur in historischer Kulisse und lebendigem Betrieb.
Eine heiße Schokolade im Gran Caffè Gambrinus: Wer hier Platz nimmt, erlebt Neapels Kaffeehauskultur in historischer Kulisse und lebendigem Betrieb. (Foto: © Bastian Glumm)
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Il Gran Caffè Gambrinus è considerato il più celebre caffèdi Napoli ed uno dei caffè più emblematici d'Italia. Da più di 160 anni è parte della vita pubblica della città e incarna ancora oggi una cultura del caffè in cui il piacere, la rappresentazione e la visibilità sociale sono intimamente intrecciati.

Un caffè nel momento dell'unificazione

Il Gambrinus fu fondato nel 1860, in un periodo di profondi rivolgimenti politici e sociali. L'unificazione italiana trasformò non solo i confini statali, ma anche i centri urbani e con loro i luoghi di scambio. Il Gambrinus si sviluppò rapidamente quale punto d'incontro dell'élite napoletana. Scrittori, artisti, politici e intellettuali utilizzavano il caffè come palcoscenico e rifugio al contempo.

Ore di grande affluenza al bancone del Gran Caffè Gambrinus: camerieri in divisa classica e una folla compatta caratterizzano la scena nei giorni più affollati. (Foto: © Bastian Glumm)
Ore di grande affluenza al bancone del Gran Caffè Gambrinus: camerieri in divisa classica e una folla compatta caratterizzano la scena nei giorni più affollati. (Foto: © Bastian Glumm)

Verso la fine del XIX secolo, la casa assunse l'aspetto che ancora oggi la caratterizza. Stanze riccamente decorate con stucchi, sculture, dipinti e specchi erano intesi a sottolineare l'ambizione di essere più di un semplice luogo di consumo veloce di caffè. Fonti storiche attestano che il Gambrinus fungesse da fornitore della corte famiglia reale rappresentava un simbolo di status che sottolineava il rango sociale del caffè.

Rottura, chiusura e lento ritorno

Fino al 1938 il Gambrinus rimase un luogo centrale della vita pubblica. In quell'anno il caffè fu chiuso per ragioni politiche, una cesura che la sua storia segnò profondamente. Solo decenni dopo iniziò la graduale rinascita. Oggi il Gambrinus consapevolmente si ricollega al suo passato e si presenta come un caffè storico. Il recente restauro della Sala degli Specchi, della Sala degli Specchi, rende questo proposito particolarmente visibile e rimette lo splendore nuovamente al centro.

La posizione del caffè non è casuale. Situato direttamente sulla Via Chiaia, sulla Piazza Trieste e Trento e a pochi passi dalla Piazza del Plebiscito, dal Teatro San Carlo e dal Palazzo Reale Pur distante, il Gambrinus si intende come il salotto rappresentativo della città. Chi qui si siede non sta in disparte, bensì nel pieno della vita urbana di Napoli.

La nostra visita dopo le festività

Siamo stati lì di sabato subito dopo le festività, spontaneamente e senza prenotazione. Napoli era molto affollata quel giorno, la città pareva animata e densa, senza perdere il suo ritmo perdere. Anche nel Gambrinus regnava il pieno afflusso. Tutti i tavoli erano occupati, il brusio riempiva le ampie sale, i camerieri si muovevano con disinvoltura tra la calca. Abbiamo atteso circa dieci minuti per un tavolo, un'attesa che più che disturbare confermava l'affollamento.

Prezzi, servizio e pretesa

La nostra ordinazione constava di due cioccolate calde, un cornetto e un pezzo di pastiera. Il prezzo era di 30 euro. È alto, soprattutto per gli standard napoletani. Tuttavia il Gambrinus Gambrinus segue la logica classica dei caffè storici italiani: chi si siede al tavolo paga non solo il prodotto, ma anche il servizio, il tempo e l'ambiente.

Vista esterna del Gran Caffè Gambrinus in Piazza Trieste e Trento, a pochi passi da Piazza del Plebiscito e dal 1860 una presenza fissa nel paesaggio urbano di Napoli. (Foto: © Bastian Glumm)
Vista esterna del Gran Caffè Gambrinus in Piazza Trieste e Trento, a pochi passi da Piazza del Plebiscito e dal 1860 una presenza fissa nel paesaggio urbano di Napoli. (Foto: © Bastian Glumm)

La qualità dei piatti corrispondeva a questa pretesa. La cioccolata calda Era denso e intenso, più un dessert che una bevanda. Il cornetto fresco e realizzato con cura, la pastiera aromatica ed equilibrata, con la tipica nota di fiore d'arancia. Nulla aveva l'aria di casuale o di semplificazione turistica.

L'atmosfera quale valore autentico

Nel Gambrinus, tuttavia, è meno il singolo prodotto che conta, bensì l'atmosfera. I soffitti alti, l'arredo storico, gli specchi e i dipinti creano uno spazio che consapevolmente produce il proprio effetto. Malgrado la moltitudine di ospiti, l'impressione rimane controllata e professionale. Il caffè non è un luogo silenzioso, bensì uno spazio vivace, pubblico, che vuole essere visto.

Il Gran Caffè Gambrinus non è un segreto e nemmeno lo vuol essere. È costoso, è affollato ed è pienamente consapevole della propria importanza. Chi vi si reca non ricerca il rapido espresso, bensì un pezzo di storia napoletana in attività. Proprio qui risiede la sua forza. Si esce dal Gambrinus non con la sensazione di aver visitato un caffè, bensì un luogo dove Napoli si rappresenta.

Foto: © Bastian Glumm
Foto: © Bastian Glumm
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