Dopo il record storico di 2,204 euro al litro sulle autostrade italiane, il governo Meloni ha deciso nel Consiglio dei Ministri di mercoledì di prorogare il freno al prezzo del gasolio. Come documentato nel nostro articolo sul valore record, nella settimana precedente il prezzo medio aveva già superato il precedente massimo storico del marzo 2022 e rischiava di continuare a salire senza un intervento statale. Il Consiglio dei Ministri ha prorogato la riduzione forfettaria dell'accisa di 17 centesimi al litro di gasolio fino al 5 settembre 2026. Cosa significa per i viaggiatori, come prosegue il dibattito politico e cosa accadrà dopo l'inizio di settembre: ecco un quadro d'insieme.
La decisione del Consiglio dei Ministri
La seduta del Consiglio dei Ministri del 26 agosto 2026 è durata, secondo fonti concordanti, soltanto circa 15 minuti. Come riporta l'agenzia di stampa italiana Sky TG24 dal comunicato di Palazzo Chigi, la riduzione già in vigore di 17 centesimi al litro di gasolio è stata prorogatadal 27 agosto al 5 settembre 2026, con un onere complessivo di circa 130 milioni di euro. La riduzione si applica esclusivamente al gasolio e non alla benzina, sebbene anche il prezzo della benzina in autostrada, a 2,088 euro al litro, si trovi ampiamente al di sopra della media storica.
Il finanziamento della proroga avviene tramite un meccanismo tecnico che anticipa di circa il 39 percento il versamento delle imposte sui dividendi dei grandi gruppi energetici italiani, in particolare Eni. I gruppi coinvolti ricevono in cambio un corrispondente credito d'imposta, che verrà compensato nei mesi successivi. Come documenta il portale economico Quifinanza nella sua analisi sulla decisione del governo, si tratta di uno strumento già utilizzato dal governo nel 2023 nel dibattito sulla tassa sugli extraprofitti delle banche, senza introdurre formalmente la windfall tax.
Il conflitto nella coalizione
La proroga è concepita come misura tampone , ovvero come soluzione di emergenza a breve termine senza effetti strutturali. Sullo sfondo si consuma un conflitto all'interno della coalizione di governo sull'introduzione di una windfall tax sugli extraprofitti di banche e società energetiche, che consentirebbe una riduzione più duratura e sostanziale dei prezzi dei carburanti. Come riferisce il quotidiano Il Fatto Quotidiano dal dibattito politico, la Lega di Matteo Salvini chiede l'introduzione di tale imposta, mentre Forza Italia di Antonio Tajani la respinge con fermezza, definendola «tassa di stampo sovietico»
L' opposizione critica apertamente la proroga. Il presidente del M5S Giuseppe Conte ha definito la misura «sconticino» e «beffa», ossia un piccolo sconto e una presa in giro dei consumatori. La segretaria del PD Elly Schlein ha accusato il governo di «scarso coraggio» , ritenendo che si preoccupi più delle critiche di Tajani che del peso quotidiano sugli automobilisti. Le associazioni dei consumatori Codacons e Unione Nazionale Consumatori parlano di «mezza pezza per il gasolio e nulla cosmico per la benzina», ossia di un mezzo cerotto per il gasolio e niente di niente per la benzina, e chiedono una riforma strutturale della fiscalità italiana sui carburanti.
Cosa accadrà dopo il 5 settembre
Per il periodo successivo al 5 settembre il governo ha annunciato una misura strutturale che dovrà sostituire la riduzione forfettaria con aiuti mirati. Come hanno dichiarato diversi esponenti del governo, tra cui il vicepremier Matteo Salvini, nelle ore successive alla decisione, i nuovi interventi dovranno essere «selettivi sulla base del reddito» , ovvero graduati per fasce di reddito. I dettagli concreti mancano ancora, ma si prevede che pendolari, piccole imprese di trasporto e famiglie a basso reddito siano al centro del nuovo regime.
I costi complessivi delle riduzioni fiscali finora adottate ammontano, secondo i calcoli di diversi analisti economici, a circa due miliardi di euro, con effetti relativamente limitati sul prezzo finale alla pompa. Come il portale italiano di informazione Il Post nella sua analisi sulla politica dei carburanti del governo Melonila riduzione forfettaria è politicamente sensibile, poiché è legata a una storica promessa elettorale della Presidente del Consiglio di ridurre strutturalmente le accise sui carburanti. Se e come questo impegno verrà tradotto in una normativa permanente entro il 5 settembre è una delle principali questioni politiche della settimana a venire.
Cosa devono sapere i viaggiatori
Per chi viaggia in auto in Italia nei prossimi giorni, fino al 5 settembre è in vigore l'attuale sconto di 17 centesimi per litro di diesel. Il prezzo medio in autostrada è attualmente di 2,204 euro al litro per il diesel e 2,088 euro per la benzina. Come mostra la tabella dei prezzi attuali del carburante in Italia, il prezzo concreto varia considerevolmente a seconda della regione e dell'autostrada. Chi intende fare rifornimento in Italia dopo il 5 settembre dovrebbe mettere in conto un aumento di prezzo fino a 17 centesimi al litro, qualora non entri in vigore una nuova normativa o la nuova normativa non riguardi i viaggiatori senza residenza italiana.
Per la pratica rimangono validi i consigli già illustrati nel rapporto sul record. I distributori ordinari fuori dai centri urbani sono in genere più convenienti delle aree di servizio autostradali di 8-15 centesimi al litro, e su percorsi più lunghi vale la pena uscire brevemente dall'autostrada per raggiungere un distributore in città. Chi cerca un confronto completo dei costi dell'auto in Italia rispetto alla Germania troverà nel nostro articolo di riferimento ulteriori indicazioni pratiche su pedaggi, vignette, zone a traffico limitato e prezzi del carburante.




