La Sicilia sta vivendo in questi giorni la settimana più drammatica di una stagione degli incendi già difficile. Stando all'aggiornamento di Legambiente, solo tra il 14 e il 21 luglio 2026 sono andati in fumo 16.834 ettari di vegetazione, distribuiti su 87 incendi. Dall'inizio dell'anno l'isola conta così 24.451 ettari bruciati in 328 eventi, una superficie equivalente a circa 34.930 campi da calcio. Nove dei dieci comuni italiani con i danni maggiori si trovano in Sicilia. L'organizzazione ambientalista definisce i numeri una «crisi strutturale», non più un'emergenza eccezionale.
I numeri di una sola settimana
Negli ultimi sette giorni in Sicilia si è concentrato ciò che di solito si distribuisce lungo un'intera estate. I 16.834 ettari della settimana appena trascorsa corrispondono a circa il 69 per cento del totale annuo registrato fino a quel momento. Significa che la maggior parte delle perdite di superficie boschiva siciliana nel 2026 è avvenuta in una sola settimana. Parallelamente, vigili del fuoco, Corpo Forestale e Protezione Civile regionale hanno registrato complessivamente oltre 1.400 interventi nello stesso periodo, di cui 240 nella sola provincia di Agrigento, come riferisce il portale Sicilianews24 citando il Comando dei Vigili del Fuoco di Palermo.
Risultano attualmente impegnati circa 600 vigili del fuoco, supportati da due Canadair della flotta nazionale. Il Copernicus Emergency Management Service dell'UE ha attivato sotto il codice EMSR213 una mappatura dedicata all'Italia meridionale, a indicare la dimensione europea della situazione. Il Presidente della Regione Renato Schifani ha raggiunto personalmente il centro di crisi del governo, insieme all'assessora all'Ambiente Giusi Savarino e ai vertici della Protezione Civile e del Corpo Forestale.
Cosa è successo in Sicilia
Il carico degli incendi si distribuisce sull'intera isola, con precise aree di concentrazione. Nella provincia di Agrigento gli incendi sviluppatisi a Castronovo, Cammarata, Bivona e Santo Stefano di Quisquina hanno minacciato masserie, stalle e abitazioni: più di 100 persone sono state evacuate da una località. Il sindaco di Cammarata ha predisposto la richiesta di «stato di crisi», poiché aziende agricole e case hanno già subito danni.
Nella provincia di Palermo è stata necessaria la chiusura della strada statale SS186 tra Palermo e Monreale, con traffico deviato sulla SS624 «Palermo-Sciacca». Colonne di fumo erano visibili da molti quartieri del capoluogo. A Carini un incendio lungo la Montagna Longa ha richiesto evacuazioni; a Trabia, Casteldaccia e Villagrazia di Carini i vigili del fuoco hanno dovuto richiedere rinforzi da Trapani e Messina. Ulteriori aree critiche si sono registrate a Catania (Paternò, Belpasso, Ragalna), a Siracusa (Noto, Carlentini, Palazzolo Acreide) e nella provincia di Enna, dove in contrada Baronessa e a Enna Bassa alcune abitazioni sono state evacuate in via precauzionale. Anche le classiche mete turistiche risultano dunque direttamente colpite.
Un vigile del fuoco morto: Alessandro Marchì
La notizia umanamente più grave della settimana è la morte del Caporeparto Alessandro Marchì, 59 anni, sposato e padre di tre figli. Secondo le dichiarazioni ufficiali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco il pomeriggio del 22 luglio 2026, in contrada Mimiani presso San Cataldo (provincia di Caltanissetta), ha accusato un collasso cardiocircolatoriomentre coordinava le operazioni di spegnimento di un vasto incendio di vegetazione. Nonostante i soccorsi immediati e il trasporto in ospedale, i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Un altro vigile del fuoco è collassato nel corso dello stesso intervento ed è stato ricoverato all'Ospedale Sant'Elia di Caltanissetta. Marchì mancava circa un anno al pensionamentoquando ha perso la vita mentre era in servizio per la collettività. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il Ministro della Difesa Guido Crosetto hanno espresso le proprie condoglianze, così come il Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno e il Presidente della Regione Renato Schifani.
Il dibattito sulla sicurezza in servizio si sovrappone all'altra grande questione emersa con forza nel corso di questa settimana: quella delle cause. Legambiente, la sezione regionale del Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle chiedono parallelamente un approfondimento in sede di Assemblea Regionale Siciliana (ARS) e in Commissione Antimafia, per verificare «eventuali interessi criminali» dietro le serie di incendi. Anche la deputata M5S Ida Carmina ha richiesto un'interrogazione urgente al governo in Parlamento, con particolare attenzione alle condizioni di lavoro dei vigili del fuoco. Si tratta di un tema delicato, discusso nel Sud Italia da decenni senza aver finora prodotto risultati chiari. Chi desidera inquadrare la situazione degli incendi boschivi in Italia nella sua dimensione nazionale troverà nel nostro articolo sugli incendi in Italia nel 2026 il quadro d'insieme su Sardegna, Calabria e le altre regioni.
Richieste politiche e critiche strutturali
Legambiente Sicilia ha commentato il bilancio settimanale con parole insolitamente dure. L'organizzazione chiede, con effetto immediato e per l'intera estate, il dispiegamento delle forze armate per la sorveglianza preventiva delle zone a maggior rischio; si chiede inoltre che la Marina Militare metta a disposizione i propri mezzi antincendio. Il segretario regionale del PD Anthony Barbagallo chiede una base Canadair direttamente in Sicilia, in modo che gli aerei antincendio non debbano più essere richiesti dalla penisola. Entrambe le richieste toccano un punto strutturale: la Sicilia, data la sua estensione geografica, la vegetazione e le condizioni climatiche, non dispone di risorse proprie sufficienti.
La combinazione tra ondate di calore ripetute, una gestione forestale inadeguata protratta per anni e il sospetto di incendi dolosi viene descritta da associazioni ambientaliste e ordini professionali come un insieme di cause interconnesse che non ammettono soluzioni rapide. Per la provincia di Agrigento, l'assessore all'ambiente Giusi Savarino ha annunciato che effettuerà un sopralluogo personale dei danni e che si confronterà con i sindaci sulle misure di prevenzione sostenibili.
Situazione meteorologica: breve tregua, poi di nuovo caldo da domenica
Per oggi, sabato 25 luglio 2026, il servizio meteorologico regionale annuncia un sensibile allentamento della pressione . Le temperature percepite massime si attestano intorno ai 32-33 gradi a Catania, Messina e Palermo, e l'allerta classica per ondata di calore non è più attiva. Il servizio di Protezione Civile ha tuttavia mantenuto il livello di rischio per le province di Catania ed Enna su «alta», mentre per tutte le altre province siciliane resta «media».
Questa tregua è di breve durata. Già a partire da domenica 26 luglio le temperature percepite risaliranno sensibilmente, fino a 37 gradi a Catania, 36 a Messina e 35 a Palermo. Si avvicina così la quarta ondata di calore dell'estate 2026, il cui apice è atteso tra la fine di luglio e i primi di agosto. Per quanto riguarda la situazione degli incendi boschivi, ciò significa: i suoli rimangono secchi, il materiale combustibile presente acquisisce nuova energia e la breve pausa è appena sufficiente per consentire un recupero delle forze agli operatori impegnati.
Cosa è utile sapere per chi viaggia
Chi si trova attualmente in vacanza in Sicilia o intende arrivarci nelle prossime settimane dovrebbe valutare la situazione con lucidità. La Sicilia rimane una meta attrattiva anche in questa stagione degli incendi ed è una delle regioni italiane con la maggiore domanda nell'attuale stagione estiva, come mostra la nostra panoramica sul turismo estivo italiano 2026 con un tasso di occupazione OTA del 53,3 per cento. Gli incendi si concentrano nell'entroterra e in alcuni tratti costieri specifici, mentre molte destinazioni classiche come Taormina, Cefalù, Ragusa, Noto e la costa sudorientale risultano solo indirettamente interessate.
Si consiglia comunque di seguire le comunicazioni aggiornate della Protezione Civile regionale, di informarsi sulle vie di fuga presso hotel e case vacanza e di verificare i livelli di allerta prima di escursioni o spostamenti verso l'interno. Chi desidera scoprire il fascino dei borghi siciliani anche in questa settimana estiva difficile, farà bene a concentrarsi su destinazioni costiere o nelle zone orientali meno colpite. Un approccio consapevole alla situazione, senza allarmismi e senza sottovalutarla, è la risposta più realistica all'estate 2026.




