La costa adriatica italiana è da decenni una delle mete turistiche più amate d'Europa. Località come Lignano Sabbiadoro, Jesolo o Rimini sono sinonimo di chilometriche spiagge di sabbia, vacanze in famiglia e la classica estate al mare. Ma proprio queste spiagge sono sempre più sotto pressione. Mareggiate, innalzamento del livello del mare e violente tempeste invernali asportano quantità crescenti di sabbia, in molti luoghi visibilmente più in fretta che in passato.
I media italiani si occupano ormai intensamente del tema dell'erosione costiera e della perdita di sabbia. Ne ha scritto in modo approfondito, tra gli altri, Renewable Matter sull'erosione crescente delle coste italiane e sulle conseguenze a lungo termine per le spiagge e il turismo. Media regionali come Gruppo TV7 affrontano inoltre le concrete misure di protezione nelle località balneari come Jesolo.
Lignano punta su una soluzione insolita
L'Italia segue con particolare attenzione un progetto a Lignano Sabbiadoro. La rinomata località balneare nell'alto Adriatico tenta di recuperare la sabbia perduta con l'ausilio di un insolito processo di riciclaggio . Ne ha dato notizia, tra gli altri, il portale specializzato italiano Mondobalneare, specializzato in tematiche legate alle località balneari e alle coste italiane.
Ogni estate vengono rimossi dalla spiaggia grandi quantità di alghe e materiale organico. Ciò che in passato veniva smaltito integralmente viene oggi trattato e setacciato. In questo processo si separa la sabbia dalla biomassa. La sabbia recuperata viene quindi stoccata e in seguito riportata sulla spiaggia. Secondo quanto riportato dai media italiani, sono già stati trattati migliaia di metri cubi di materiale. L'obiettivo è compensare almeno in parte la perdita naturale di sabbia e stabilizzare le spiagge nel lungo periodo.
La lotta contro l'erosione diventa più costosa
Anche altre località costiere investono ormai in modo massiccio in misure di protezione. A Jesolo sorgono nuovi sistemi dunali e ripascimenti per proteggere la spiaggia dalle tempeste invernali. In alcuni casi vengono portate a riva grandi quantità di sabbia aggiuntiva. Il motivo: molte spiagge italiane perdono ogni anno, a causa di violente tempeste invernali , ingenti quantità di sabbia. Nel contempo il livello del mare sale lentamente. Gli esperti lo considerano una delle maggiori sfide per le regioni costiere italiane nei prossimi decenni.
A ciò si aggiungono gli interventi umani. Porti, opere di difesa costiera, edificazione intensa e il turismo di massa alterano in molti luoghi la dinamica naturale delle coste. Di conseguenza alcune spiagge si rigenerano molto peggio rispetto al passato.
L'Adriatico cambia in modo visibile
Soprattutto nell'alto Adriatico, molti italiani osservano ormai con preoccupazione i cambiamenti in atto. Località come Lignano Sabbiadoro o Bibione dipendono economicamente quasi interamente dal turismo estivo. Quando le spiagge si restringono o vengono sommerse con maggiore frequenza, ciò non riguarda solo la natura, ma anche hotel, stabilimenti balneari e intere regioni costiere.
La costa adriatica è del resto una delle mete più iconiche d'Italia. Ampie spiagge di sabbia, acque basse e lungomare chilometrici definiscono da generazioni l'immagine della vacanza estiva italiana. Proprio per questo molti comuni seguono gli sviluppi con crescente apprensione.
Tra turismo e cambiamento climatico
La lotta contro l'erosione costiera mostra quanto sia già urgente per l'Italia adattarsi alle nuove condizioni climatiche. Mentre alcune località continuano a puntare sui classici ripascimenti, altri comuni cercano di sviluppare soluzioni più sostenibili, come il progetto di riciclaggio a Lignano Sabbiadoro.
Se queste misure saranno sufficienti nel lungo periodo resta tuttavia una domanda aperta. Una cosa è già chiara oggi: le spiagge italiane che molti turisti conoscono da decenni sono destinate a cambiare.

