Chi prenota una vacanza in Italia guarda prezzi, modalità di viaggio e recensioni degli hotel. La qualità dell'acqua nella spiaggia di destinazione viene verificata da pochissimi, eppure è rilevata ufficialmente, consultabile pubblicamente e varia sensibilmente da spiaggia a spiaggia. L'Italia monitora più punti di balneazione di qualsiasi altro paese in Europa, e i dati dell'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA) dimostrano che il mare è, nella stragrande maggioranza dei casi, più pulito di quanto si pensi. Dove esattamente, lo si può scoprire in pochi minuti prima di effettuare la prenotazione.
L'Italia nel confronto europeo: i dati della stagione 2025
L'EEA pubblica ogni anno, a fine maggio o inizio giugno, la valutazione della stagione balneare precedente. Per la stagione 2025, la banca dati EEA registra per l'Italia 5.535 punti di balneazione monitorati. I risultati:
Quasi il 90% di tutti i punti di balneazione italiani raggiunge quindi il massimo punteggio. L'Italia si colloca così al di sopra della media UE che, secondo l'EEA, si attesta da anni intorno all'85% di acque eccellenti. Il livello è inoltre stabile: nella stagione 2024, 5.003 punti su 5.538 erano classificati come eccellenti, con una quota del 90,3%.
Interessante è anche la distribuzione per tipo di corpo idrico. Dei punti di balneazione monitorati, circa 4.785 si trovano in zone costiere, circa 673 presso laghi come il Garda o il Lago Maggiore, ai quali si aggiungono 68 acque di transizione come lagune e foci fluviali e 12 punti di balneazione fluviale. Chi vuole fare il bagno in Italia ha quindi a disposizione molte più opzioni del solo mare, e anche i laghi vengono verificati secondo le stesse norme UE.
Cosa significano realmente le quattro classi
La classificazione segue la Direttiva europea sulle acque di balneazione e non si basa sulla profondità di visibilità o sulla presenza di alghe, bensì su due batteri indicatori: Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Entrambi raggiungono l'acqua principalmente attraverso le acque reflue e dopo forti piogge, segnalando una possibile contaminazione fecale. La valutazione non riguarda un singolo campione, ma la distribuzione statistica (90° e 95° percentile) dei valori misurati nel corso, di norma, di quattro stagioni balneari. Un singolo valore anomalo dopo un temporale non compromette quindi immediatamente la classificazione.
- Eccellente: I limiti più severi vengono rispettati con sicurezza. Si può fare il bagno senza alcuna preoccupazione.
- Buona: Buona qualità con valori batterici leggermente più elevati, ma non critici.
- Sufficiente: Il minimo di legge è rispettato, ma la qualità dell'acqua presenta oscillazioni più marcate.
- Scarsa: I requisiti minimi non vengono soddisfatti. Il comune è tenuto a sconsigliare la balneazione per la stagione successiva o a emettere un divieto di balneazione, affrontando le cause del problema.
Importante per una corretta valutazione: anche un punto di balneazione classificato come scarso non è un lago tossico, ma il rischio di infezioni gastrointestinali risulta statisticamente più elevato. Con 72 punti su 5.535, questa classe riguarda in Italia solo l'1,3% di tutti i punti di balneazione.
Dove si trovano le spiagge più pulite: la Bandiera Blu come riferimento
Acque eccellenti si trovano in praticamente ogni regione costiera d'Italia, dalla Liguria all'Adriatico fino alla Sicilia e alla Sardegna. Chi vuole orientarsi con maggiore precisione può fare riferimento alla Bandiera Blu della Fondazione FEE. Viene assegnata ogni anno alle località balneari e richiede obbligatoriamente la classificazione UE eccellente, valutando inoltre gestione delle acque reflue, sicurezza, pulizia e servizi offerti in spiaggia. Una Bandiera Blu è quindi un marchio di qualità per l'intera località balneare, non solo per le acque. Tradizionalmente ben rappresentate sono Liguria, Marche, Toscana, Puglia, Calabria e il Cilento in Campania.
Al contrario, anche una spiaggia senza Bandiera Blu può avere acque eccellenti. Molti piccoli comuni semplicemente non richiedono il riconoscimento. Più attendibile è quindi la consultazione della classificazione ufficiale del singolo punto di balneazione. Proprio a questo scopo abbiamo creato il nostro strumento per le acque di balneazione che mostra tutti i 5.535 punti di balneazione ufficialmente monitorati in Italia con la loro attuale classificazione EEA e l'andamento negli ultimi dieci anni, ricercabili per regione e località. In questo modo si può vedere, prima della prenotazione e a colpo d'occhio, se la spiaggia desiderata ottiene costantemente una valutazione eccellente o se presenta problemi ricorrenti.
Sul posto: come riconoscere un divieto di balneazione
La classificazione annuale non dice nulla sulla situazione del giorno. Durante la stagione balneare, che nel 2026 a Rimini, ad esempio, va ufficialmente dal 16 maggio al 27 settembre, le agenzie regionali per l'ambiente effettuano continuamente campionamenti delle acque. Se un campione risulta negativo, ad esempio dopo forti piogge o un guasto nella rete fognaria, il sindaco può emanare tramite ordinanza un divieto di balneazione temporaneo. Ecco a cosa prestare attenzione:
- Cartelli in spiaggia: «Divieto di balneazione» significa che la balneazione è vietata, «acque non balneabili» indica che l'acqua non è fruibile per la balneazione. Tali cartelli si trovano di norma direttamente all'accesso o lungo la riva.
- Segnalazioni rosse e tratti interdetti: Spesso sono interessati solo poche centinaia di metri, ad esempio intorno alla foce di un torrente, mentre il resto della spiaggia rimane accessibile.
- Portale Acque del Ministero della Salute: Su portaleacque.salute.gov.it il Ministero della Salute pubblica per ogni punto di balneazione lo stato «Balneabile» o la chiusura, inclusi i valori misurati aggiornati. Un esempio dalla stagione in corso: per il punto di balneazione Bellariva a Rimini, il 25 maggio 2026 è stato rilevato un campione con 10 unità rispettivamente di enterococchi ed E. coli, ben al di sotto dei limiti, stato Balneabile.
- Attendere dopo i temporali: Anche in assenza di un divieto ufficiale, è consigliabile evitare il bagno direttamente in prossimità delle foci fluviali per uno o due giorni dopo piogge intense, poiché in quei frangenti acque superficiali contaminate possono raggiungere il mare nel breve periodo.
Conclusione: prima verificare, poi prenotare
Le acque di balneazione italiane sono tra le più monitorate d'Europa e i risultati parlano chiaro: quasi il 90% è classificato come eccellente, appena poco più dell'1% come scarso. Chi vuole essere sicuro può verificare la classificazione della spiaggia prescelta nel nostro Controllo acque di balneazione per l'Italia e dare un rapido sguardo alla segnaletica in spiaggia prima di tuffarsi. Non serve altro per godersi il mare in tutta tranquillità, dalla Liguria alla Sicilia.
Fonti dei dati: Agenzia europea dell'ambiente (EEA), dati sulle acque di balneazione della stagione 2025 (CC BY 4.0), e Portale Acque del Ministero della Salute italiano.




