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Da giovedì termina definitivamente il calmiere sul prezzo del diesel in Italia

Redaktion
Foto: © ClickerHappy - Pixabay
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Il prossimo giovedì 18 settembre 2026, scade definitivamente la riduzione dell'accisa italiana sul gasolio. Dopo diverse proroghe ad agosto e settembre, lo sconto di 17,08 centesimi per litro è in vigore solo fino a mercoledì 17 settembre incluso. Senza il taglio fiscale statale, il prezzo del gasolio in Italia raggiungerebbe un nuovo record storico, superando nettamente il massimo precedente del marzo 2022. La nostra panoramica live dei prezzi alla pompa mostra che benzina e gasolio si trovano già ai livelli più alti da oltre tre anni. Il governo ha annunciato che, dopo il 17 settembre, si passerà dai tagli fiscali generalizzati ad aiuti mirati.

Cosa succede dal 18 settembre

Con la scadenza del taglio fiscale, l'accisa sul gasolio torna al valore ordinario. In termini pratici, ciò equivale a un aumento di 17,08 centesimi per litro più IVA, per un totale di circa 20 centesimi per litro. Con un pieno da 50 litri, si tratta di un aggravio di circa dieci euro. In pratica, tuttavia, il prezzo alla pompa non aumenterà di colpo esattamente di questo importo. I gestori dei distributori operano con un certo margine di anticipo e adeguano i prezzi quotidianamente ai mercati petroliferi, per cui l'aumento si verificherà in modo graduale e in parte sovrapposto.

Secondo le elaborazioni di Quattroruote con riferimento a Il Sole 24 Ore, senza il blocco dei prezzi il gasolio schizzerebbe a oltre 2,4 euro per litro nella media nazionale. A titolo di confronto: il precedente record storico del 17 marzo 2022 era pari a 2,229 euro per litro. Sulle autostrade italiane i valori sarebbero ancora più alti: alcuni distributori nel servito sono già sopra i 2,50 euro per litro.

L'andamento dei prezzi a settembre 2026

I prezzi dei carburanti in Italia sono aumentati sensibilmente dall'inizio di settembre. Sulla rete stradale nazionale, il gasolio in modalità self-service costava 2,130 euro per litro il 31 agosto, mentre il 12 settembre il prezzo era già salito a 2,208 euro. Nello stesso periodo la benzina è passata da 2,017 a 2,100 euro per litro. Un pieno è quindi rincarato di circa quattro euro in dodici giorni. Secondo i dati dell'Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy si tratta dei valori più alti dalla primavera del 2022.

Sulla Autostrada i prezzi sono ancora notevolmente più alti. La media del diesel in modalità self-service è salita da 2,269 euro dell'11 settembre a 2,285 euro del 12 settembre; per la benzina i valori corrispondenti sono rispettivamente 2,176 e 2,192 euro al litro. A trainare questa tendenza è la crisi nello Stretto di Hormuz, che ha spinto il prezzo del greggio oltre la soglia dei 100 dollari al barile, insieme alla prossima scadenza del taglio delle accise, già scontata dagli operatori di mercato.

Il bonus carburante da 100 euro come alternativa allo studio

Il governo italiano ha annunciato più volte che a partire dal 18 settembre intende passare dal taglio forfettario delle accise ad aiuti mirati. Tra le ipotesi in campo figura un bonus carburante da 100 euro, che dovrebbe essere erogato ai lavoratori attraverso la busta paga. Secondo i piani finora noti, ne dovrebbero beneficiare sia i dipendenti che i lavoratori autonomi. Il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha recentemente dichiarato che si punta a trovare una soluzione entro la fine del mese.

Il bonus non è ancora stato approvato. La definizione concreta della misura e la questione di chi avrà effettivamente diritto ad accedervi sono oggetto di trattative tra il Ministero dell'Economia guidato da Giancarlo Giorgetti e gli altri dicasteri. Parallelamente, il governo sta valutando un incremento del credito d'imposta già esistente per il settore dei trasporti. Tale credito dovrebbe essere potenziato con uno stanziamento aggiuntivo di 16 milioni di euro per l'anno in corso. Per il trasporto merci la misura è particolarmente rilevante, poiché le flotte di camion in Italia viaggiano prevalentemente a diesel.

Cosa devono sapere chi viaggia in Italia

Per chi si sposta in auto in Italia nelle prossime settimane, vale la pena prestare attenzione alle differenze di prezzo tra autostrada e strade statali. Uscendo brevemente dall'autostrada e rifornendo presso un distributore libero nelle zone limitrofe, si risparmiano, secondo i dati ufficiali MIMIT, tra i 12 e i 17 centesimi al litro, talvolta anche di più. Le cosiddette pompe bianche, cioè i distributori indipendenti senza marchio, sono spesso tra i fornitori più convenienti. I prezzi medi aggiornati quotidianamente per benzina, diesel e GPL vengono aggiornati nella panoramica in tempo reale sulla base dei dati ufficiali MIMIT.

Per quanto riguarda il fare rifornimento in Italia vale inoltre ricordare: il servizio con il benzinaio (servito) costa regolarmente dai 15 ai 20 centesimi al litro in più rispetto al self-service. Chi ha la possibilità di scegliere tra «Self» o «Fai da Te» e il prezzo con assistenza, risparmia in modo significativo optando per il self-service Se il governo attuerà effettivamente un cambiamento strutturale verso aiuti selettivi oppure se, sotto la pressione dei prezzi in continuo aumento, si arriverà comunque a una proroga a breve termine del taglio delle accise, lo si dovrebbe capire nei prossimi giorni.

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