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Diesel da record in Italia: 2,20 euro in autostrada

Redaktion
Foto: © Engin_Akyurt - Pixabay
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I prezzi del diesel presso le stazioni di servizio italiane hanno raggiunto un nuovo record storico. Secondo i dati pubblicati oggi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del diesel sulle autostrade italiane è pari a 2,204 euro al litro, superando così il precedente massimo storico del marzo 2022 e attestandosi nettamente al di sopra del prezzo della benzina. Al termine di questo mercoledì scade la riduzione fiscale di 17 centesimi approvata dal governo lo scorso agosto. Senza una decisione rapida, si prospetta un ulteriore aumento di circa 17 centesimi al litro, in alcuni casi anche di più. Ecco un quadro di ciò che è attualmente sul tavolo, delle richieste delle associazioni dei consumatori e di ciò che i viaggiatori sulle autostrade italiane devono sapere in questo momento.

Il nuovo record in cifre

Come citato dall'agenzia di stampa italiana ANSA dai dati ufficiali del MIMIT, l'attuale prezzo medio del diesel in modalità self-service sulle autostrade italiane è di 2,204 euro al litro. Il precedente record era stato raggiunto il 14 marzo 2022, nelle prime settimane del conflitto in Ucraina, con 2,154 euro al litro. Il valore attuale supera quindi il precedente massimo di circa cinque centesimi. Sulla rete stradale ordinaria, il prezzo medio del diesel è di 2,131 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 2,010 euro. Nella statistica dei record italiani dal 2022, la soglia dei 2 euro al litro è stata superata solo otto volte, tutte nel periodo compreso tra marzo 2022 e settembre 2023.

Le associazioni dei consumatori hanno commentato duramente i dati. Come documentato dal quotidiano Il Faro Online sulla base del rapporto Codacons, il Codacons ha calcolato che, senza l'attuale riduzione fiscale, il prezzo del diesel in autostrada sarebbe già ora di circa 2,375 euro al litro. Con un serbatoio da 50 litri, ciò corrisponderebbe a una spesa aggiuntiva di circa 8,50 euro per ogni rifornimento. L'Unione Nazionale Consumatori parla di un problema strutturale del mercato e critica il modello governativo del meccanismo delle accise mobili come un «colossale inganno», poiché i prezzi di mercato reali aumenterebbero più di quanto il ministero avesse previsto in termini di entrate extra.

Cosa si decide oggi a Roma

Nella giornata di mercoledì, il governo Meloni, sotto la guida del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e del ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, discute delle ulteriori misure. Come riportato da Sky TG24 nella sua attuale copertura giornalistica, sul tavolo ci sono due opzioni. La prima è una nuova proroga della riduzione forfettaria delle accise per ulteriori settimane o mesi, che tuttavia, secondo i calcoli del Ministero dell'Economia, costerebbe circa un miliardo di euro al mese. La seconda opzione prevede aiuti più mirati per le categorie più colpite, come pendolari, autotrasportatori e operatori economici che dipendono dal diesel. Pichetto Fratin si è espresso con cautela in una conferenza stampa a margine del Meeting di Rimini annunciando che nelle prossime ore il governo prenderà una decisione.

Le entrate extra derivanti dall'IVA sui prezzi dei carburanti in aumento rappresentano la voce di finanziamento centrale. Come riporta il portale Juorno con riferimento al dibattito in corso, la proroga di 48 ore della riduzione fiscale fino a oggi è costata circa 20,8 milioni di euro provenienti dal cosiddetto extragettito IVA . Un importo mensile di un miliardo di euro esaurirebbe rapidamente le risorse disponibili e richiederebbe un percorso di finanziamento alternativo. La windfall tax sugli extraprofitti delle compagnie energetiche, esaminata dal governo, è stata respinta dall'Unione Europea, poiché la relativa normativa rimane di competenza degli Stati membri.

Cosa colpisce in particolare al Brennero

Per chi viaggia in auto o camper verso l'Italia, la situazione sull'autostrada del Brennero è particolarmente rilevante. Sull'A22 Brennero-Modena, il cosiddetto Supreme Diesel, una variante di carburante premium con additivi speciali e un numero di cetano più elevato, ha già superato la soglia dei 3 euro al litro, attestandosi a 3,159 euro al litro. Sull'autostrada A15 della Cisa, il prezzo servito del diesel è di 2,629 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 2,499 euro. Questi valori si riferiscono a singole stazioni di servizio, ma evidenziano l'ampiezza della fascia in cui si muovono i prezzi attuali.

Per il tipico viaggio attraverso il Brennero , i prezzi autostradali sul lato italiano a partire dal confine sono corrispondentemente elevati. Chi pianifica un tragitto più lungo dovrebbe verificare i prezzi prima di attraversare il confine e, se possibile, fare rifornimento lì. All'interno dell'Italia, i prezzi variano notevolmente tra gli autogrill autostradali e le stazioni di servizio ordinarie nelle zone circostanti, con uno scarto spesso superiore ai 10 centesimi al litro tra un distributore autostradale e uno urbano a pochi chilometri di distanza.

Il meccanismo delle accise mobili

Il meccanismo di finanziamento italiano è una componente essenziale del dibattito. Come documentato dalla rivista specializzata Quattroruote nella sua analisi sui prezzi attuali, il sistema del accise mobili così: quando i prezzi internazionali del petrolio salgono, aumentano anche i prezzi finali al distributore e, di conseguenza, le entrate IVA dello Stato. Con queste entrate aggiuntive (il extragettito IVA) il governo finanzia una riduzione temporanea delle accise su diesel e benzina, per attenuare l'aumento dei prezzi per i consumatori. Attualmente l'accisa sul diesel è pari a 0,650 euro al litro IVA inclusa, quella sulla benzina a 0,821 euro.

Lo svantaggio di questo meccanismo è la sua natura di breve periodo. L'attuale riduzione di 17 centesimi è attivabile solo per pochi giorni o settimane alla volta, poiché il governo necessita ogni volta di un nuovo decreto ministeriale e i costi gravano immediatamente sul bilancio corrente. Critici come l'Unione Nazionale Consumatori chiedono pertanto una riforma strutturale che prelevi in misura maggiore i profitti extra delle compagnie petrolifere e riduca il carico fiscale sui carburanti in modo permanente, anziché limitarsi ad ammorbidirlo solo temporaneamente.

Cosa devono sapere viaggiatori e automobilisti

Per la pianificazione pratica del viaggio nelle prossime settimane è possibile ricavare alcune indicazioni chiare. Chi si troverà in auto in Italia dopo il 26 agosto dovrebbe mettere in conto che i prezzi resteranno ai livelli record attuali o aumenteranno fino a 17 centesimi al litro, a seconda delle decisioni che il governo prenderà nelle prossime ore. I distributori in autostrada sono quasi sempre sensibilmente più cari rispetto a quelli sulle strade ordinarie e in città, con differenze di prezzo tipicamente comprese tra 8 e 15 centesimi al litro. Uscire dall'autostrada per rifornirsi in un distributore della zona può far risparmiare facilmente dai 5 ai 7 euro a pieno, su un serbatoio da 50 litri.

I prezzi variano notevolmente in base alla regione e all'autostrada. Particolarmente elevati sono i prezzi sull'autostrada della Cisa tra Parma e La Spezia e sull'autostrada del Brennero A22 tra Modena e Brennero. Nelle regioni del Sud i prezzi stradali del diesel sono in media inferiori rispetto al Nord, ma i valori esatti dipendono dalla situazione competitiva locale e dalle catene di distribuzione. Per il calcolo dei costi di viaggio in autunno si consiglia di prevedere un margine di almeno il 20-25 percento rispetto alle medie estive dell'anno precedente, poiché la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente dopo il 27 agosto. Chi sta pianificando i costi complessivi di un viaggio in auto verso l'Italia dovrebbe monitorare i prezzi aggiornati tramite app per distributori o il portale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT.

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