La Emilia-Romagna è una regione in cui la tradizione culinaria non finisce nei musei, ma approda naturalmente nel piatto e spesso direttamente nelle mani. Molti piatti che affondano le radici nella semplice cucina contadina sono oggi street food: vengono preparati freschi durante le feste di paese, nei mercati o nelle piccole friggitorie, e dimostrano quanto piacere, storia e vita quotidiana siano qui strettamente intrecciati. La regione si posiziona come Food Valley d'Italia, con 45 prodotti attualmente tutelati a livello europeo. Chi vuole scoprire l'Emilia-Romagna dal punto di vista gastronomico troverà molto più di pasta e Parmigiano Reggiano DOP. Una panoramica su dieci specialità regionali, dalla Chisöla della Val Tidone alla piadina sull'Adriatico.
Chisöla: una focaccia con storia
Nella Val Tidone, vicino a Piacenza, la Chisöla fa parte del patrimonio culinario della regione. Questa focaccia saporita è preparata con farina, ciccioli, strutto, lievito, acqua e sale ed è riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale. Attorno ad essa aleggia una leggenda: quando Federico Barbarossa attraversò la Val Tidone nel 1155 con il suo esercito, la popolazione avrebbe rifornito i suoi soldati affamati con grandi quantità di Chisöla. Oggi la specialità viene celebrata alla Festa d'la Chisöla di Borgonovo Val Tidone, che si tiene tradizionalmente la prima domenica di settembre. L'abbinamento ideale è con i vini dei Colli Piacentini DOP, in particolare il fresco Ortrugo.
Erbazzone reggiano: cucina contadina con marchio europeo
Anche l' Erbazzone di Reggio Emilia ha le sue radici nella semplice cucina di campagna. Tra due strati di pasta non lievitata si nasconde un ripieno saporito di spinaci e bietole, cipolle, strutto, pangrattato e Parmigiano Reggiano. Come documenta il portale ufficiale della Regione Emilia-Romagna nella sua comunicazione, l'Erbazzone reggiano porta dal marzo 2026 la denominazione europea IGP, diventando così il 45° prodotto tutelato dell'Emilia-Romagna. Una testimonianza di come un piatto quotidiano possa trasformarsi in una specialità con tutela dell'origine riconosciuta a livello internazionale. L'Erbazzone può essere servito in qualsiasi momento della giornata e a Reggio Emilia viene apprezzato anche a colazione al posto di un cornetto, accompagnato da un cappuccino.

Gnocco fritto: croccante, soffice e preferibilmente con il prosciutto
A Modena lo si chiama Gnocco fritto, a Parma Torta fritta. I piccoli pezzi di pasta fritti fino a diventare dorati sono croccanti fuori e soffici dentro, e vengono serviti tradizionalmente ancora caldi con salumi e prosciutti regionali. Gli abbinamenti più riusciti sono con il Prosciutto di Parma DOP, il Prosciutto di Modena DOP, la Coppa di Parma IGP o il Salame Felino IGP. Il tutto accompagnato da un bicchiere di Lambrusco DOP. Chi ama la massima autenticità provi il Gnocco fritto così come veniva portato in tavola in molte famiglie: direttamente dal tagliere su cui la nonna preparava i pezzi di pasta freschi. Chi desidera saperne di più sul Prosciutto di Parma ha l'occasione di farlo a settembre 2026 al Festival del Prosciutto di Parma a Langhirano : con «Finestre Aperte» i produttori aprono le porte e offrono uno sguardo sul processo di produzione.
Tigelle: quando il cibo diventa un rituale conviviale
Le Tigelle sono tra i classici dell'Appennino modenese. I piccoli dischi di pasta vengono cotti tra apposite piastre, le originali «tigelle» che hanno dato il nome al piatto, e portati in tavola caldi. Immancabile è il pesto modenese, a base di strutto di maiale finemente tritato, aglio e rosmarino, spesso arricchito con Parmigiano Reggiano. Ad accompagnare il tutto: Prosciutto, Salame, Coppa e altre specialità regionali. Il bello delle Tigelle è il modo in cui si mangiano: insieme, in grande compagnia, ognuno compone la propria combinazione. A Modena è meno uno spuntino veloce e più un pranzo conviviale.

Borlenghi: street food sottilissimo dall'Appennino
Meno noti, ma gastronomicamente interessanti, sono i Borlenghi dell'Appennino modenese. La pasta sottilissima e croccante è preparata con un impasto molto semplice di farina, acqua e sale. Come per le Tigelle, sopra viene spalmata la cunza, un deciso condimento di strutto, aglio e rosmarino, coronato da Parmigiano Reggiano grattugiato. Piegati e mangiati direttamente con le mani, diventano uno snack aromatico. Le feste autunnali dedicate a castagne e tartufi nell'Appennino sono il contesto ideale per scoprire i Borlenghi.
Crescenta bolognese: dagli avanzi nasce un classico
La Crescenta mostra quanto fosse creativa la cucina contadina dell'Emilia-Romagna. In origine si arricchiva l'avanzo di pasta del pane con un po' di strutto e il pezzo terminale saporito del prosciutto, il Gambuccio. Ne nasceva una focaccia aromatica e soffice, che oggi viene gustata volentieri con Pancetta, Prosciutto o Mortadella Bologna IGP . Chi vuole vivere un'esperienza diretta con la celebre Mortadella dovrebbe venire a Zola Predosa, vicino a Bologna, nel mese di ottobre: dal 9 all'11 ottobre 2026, al Festival «Mortadella Please» si festeggia per tre giorni, si degusta e si cucina.
Coppia Ferrarese: il pane che si riconosce a colpo d'occhio
Da Ferrara arriva un pane che non si confonde con nessun altro. La Coppia Ferrarese IGP è formata da due filoni di pasta intrecciati tra loro, con una forma che ricorda una croce o una X. Le punte attorcigliate, i cosiddetti Crostini, risultano particolarmente croccanti. Il pane ha una lunga storia e si dice fosse già servito nel XVI secolo alla corte degli Este. Oggi accompagna, tra l'altro, la Salama da Sugo IGP, un'altra specialità di Ferrara. Per molti bambini di Ferrara, i croccanti pezzi finali che la nonna acquista dal fornaio sono uno spuntino immancabile della vita quotidiana.

Tortelli alla lastra: un quadrato di sapori dall'Appennino
Nell'Appennino della provincia di Forlì-Cesena, il Tortello alla lastra è una delle specialità tradizionali della Romagna. A differenza del Cassone a mezzaluna (vedi sotto), è quadrato e viene cotto su una piastra rovente, da cui il nome. L'impasto è composto da farina di frumento, acqua e un po' di acqua di cottura della zucca; il ripieno è a base di zucca, patate, cipolle, strutto e pecorino. La rosolatura delle verdure conferisce al tutto un aroma particolarmente intenso. Nato come tipico cibo povero, grazie agli ingredienti semplici del frugale Appennino, il Tortello alla lastra si consuma tradizionalmente soprattutto in tardo autunno e nel periodo di Ognissanti. Oggi è uno spuntino semplice e genuino, preparato con pochi ingredienti regionali.
Piadina: la specialità più celebre della Romagna
Quando si parla di street food dell'Emilia-Romagna, la Piadina è irrinunciabile. La Piadina Romagnola IGP è conosciuta anche fuori dall'Italia, ma in Romagna viene ancora oggi preparata al momento, con naturalezza, al chiosco o nella piccola Piadineria. Esistono differenze regionali: intorno a Ravenna e Forlì-Cesena è generalmente più spessa, mentre a Rimini e nella sua provincia si cuoce più sottile e croccante. Il ripieno classico prevede Squacquerone di Romagna DOP, Prosciutto di Parma DOP e rucola. Un'altra variante molto apprezzata è quella con Sardoncinigrigliati, piccoli pesci dell' Adriatico, cipolla e insalata. Una piadina appena preparata è la compagnia ideale per una breve pausa o un pranzo informale in spiaggia. Ad accompagnarla ci sta bene un bicchiere di Sangiovese di Romagna. Alla festa «La pis un pò ma tot» a Bellaria-Igea Marina dall'11 al 13 settembre 2026, tutto ruota intorno a questi deliziosi dischi di pasta.
Cassone: la sorella farcita della Piadina
Chi preferisce la piadina chiusa, in Romagna ordina un Cassone o Crescione: il nome varia a seconda della zona. Il disco di pasta viene farcito, ripiegato su se stesso e poi cotto direttamente sulla piastra rovente. Le varianti più diffuse sono il Cassone «Rosso» con pomodoro e mozzarella e il Cassone «Verde» con verdure a foglia come bietola, spinaci o erbe selvatiche. Nei chioschi della piadina tutto viene preparato al momento, davanti agli occhi dei clienti.




