Nelle prime due parti di questa serie si è parlato delle origini del linguaggio gestuale italiano e dei dieci gesti che caratterizzano la vita quotidiana. Oggi si affronta il rovescio della medaglia. Alcuni movimenti che sembrano innocui o persino divertenti hanno in Italia un significato molto diverso da quello che i visitatori potrebbero supporre. Chi li usa senza rifletterci rischia veri malintesi, a volte persino problemi concreti. Ho vissuto in prima persona quanto rapidamente un gesto fatto con le migliori intenzioni possa essere frainteso, ed è proprio per questo che vale la pena esaminare più da vicino questa zona grigia.
Quando la cortesia diventa offesa
I gesti più pericolosi non sono quelli volgari in modo evidente, bensì quelli che nella propria cultura sono innocui o addirittura positivi, ma che in Italia significano il contrario. Un buon esempio è il pollice in su, che in gran parte del mondo significa semplicemente «tutto bene». In alcune regioni del Sud Italia, soprattutto tra le generazioni più anziane, la stessa posizione della mano era un tempo intesa come un grossolano riferimento sessuale, retaggio di un'epoca in cui un pugno rivolto verso l'alto con il pollice sollevato aveva un significato fallico. Oggi questa lettura più antica è stata largamente messa in ombra dal turismo internazionale e dai social media, ma non è del tutto scomparsa, specialmente tra le persone anziane nelle zone rurali. In caso di dubbio, in Italia è meglio ricorrere a un semplice Va bene o a un sorriso, piuttosto che al pollice alzato.
Le Corna nel posto sbagliato
Già nella seconda parte di questa serie ho menzionato le Corna , quel gesto con indice e mignolo tesi. Il loro doppio significato le rende uno dei gesti più insidiosi in assoluto. Rivolte verso il basso proteggono dalla sfortuna; puntate direttamente verso una persona, insinuano che quest'ultima sia stata tradita dal partner. La situazione diventa particolarmente delicata quando i turisti, che conoscono il gesto dai concerti rock o come presunto segno di pace, lo mostrano inconsapevolmente con la mano alzata e il palmo rivolto in avanti verso un gruppo di italiani, magari per una foto. Quella che è intesa come una posa divertente può essere percepita come un'aperta offesa dalle persone più anziane o di mentalità tradizionale. La regola semplice è non rivolgere mai questo gesto verso una persona in Italia, indipendentemente da quanto scherzosamente sia inteso.
L'Ombrello: non una zona grigia, ma un confine netto
A differenza degli esempi precedenti, il cosiddetto Ombrello, il brusco sollevamento dell'avambraccio piegato, non lascia alcun margine di interpretazione. Questo gesto è inequivocabilmente volgare in tutta Italia e viene inteso esclusivamente come un'offesa deliberata e aggressiva, paragonabile al ben noto dito medio internazionale. A volte si vedono turisti che imitano questo movimento per ignoranza, avendolo visto in un film e ritenendolo pittoresco e tipicamente italiano. Il risultato è quasi sempre lo stesso: sconcerto o aperta indignazione da parte dei presenti. Questo gesto è tra i pochi per cui non esiste davvero un utilizzo sicuro: non andrebbe mai imitato, né sul serio né per scherzo.
La distanza ravvicinata come gesto involontario
Non tutti i malintesi nascono da un movimento intenzionale della mano. A volte basta il modo in cui ci si muove durante una conversazione o la distanza che si mantiene dal proprio interlocutore. Gli italiani, specialmente al Sud, durante una conversazione si trovano spesso molto più vicini l'uno all'altro rispetto a quanto avviene in Germania o nei Paesi scandinavi, e accompagnano le parole con movimenti delle braccia più ampi. Chi, da nordeuropeo, istintivamente fa un passo indietro per ripristinare la distanza a cui è abituato, viene spesso percepito inconsciamente dall'interlocutore come freddo o disinteressato, mentre l'italiano non aveva alcuna intenzione di invadere lo spazio altrui. Questo malinteso è più sottile di un singolo gesto sbagliato, ma spesso condiziona la prima impressione di una conversazione più di quanto entrambe le parti realizzino.
Il gesto che in realtà non è un'offesa
Non ogni movimento delle mani che preoccupa i visitatori ha effettivamente un'accezione negativa, e anche questo scambio genera malintesi, solo nella direzione opposta. Quando due italiani conversano animatamente puntando le dita quasi in faccia all'altro o tagliando l'aria energicamente con la mano piatta, agli estranei sembra spesso l'inizio di una lite vera e propria. Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta però semplicemente di una conversazione particolarmente appassionata, magari di calcio, politica o della cena. Chi vuole intervenire preoccupato, credendo di assistere a un litigio, di solito ottiene solo sguardi perplessi da entrambe le parti.
Come comportarsi con maggiore sicurezza da ospite
La regola più semplice che ho fatto mia è quella di osservare i gesti altrui nei primi mesi, piuttosto che utilizzarli di propria iniziativa. Se non si è assolutamente certi di come inquadrare un movimento, è meglio ricorrere alle parole o rinunciare del tutto alla gestualità, invece di improvvisare. Gli italiani tendono a essere comprensivi di fronte a gesti incerti o usati in modo errato da parte degli stranieri purché sia evidente la buona fede, il che è ben diverso da ciò che accade con i segni inequivocabilmente volgari, dove l'ignoranza difficilmente vale come giustificazione. Nella prossima parte di questa serie cambieremo ancora prospettiva e osserveremo quei gesti che molti italiani del Nord non conoscono, perché appartengono esclusivamente a Napoli e alla Campania.




