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Minturnae: antica colonia sulla Via Appia nel Lazio

Bastian Glumm
Foto: © Bastian Glumm
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La domenica abbiamo visitato Minturnae, presso Minturno, un sito archeologico romano nel Lazio meridionale. Da Pozzuoli erano circa 55 chilometri. Il tragitto ha richiesto circa un'ora. All'inizio di ottobre il tempo ha regalato un'ultima parentesi estiva: sole splendente, circa 26 gradi e ottime condizioni per una visita all'aperto.

Poiché era la prima domenica del mese, l' ingresso era gratuito. Il sito era ben frequentato, senza risultare affollato. I visitatori si distribuivano bene tra la Via Appia, il teatro, il foro e le terme.

Minturnae è uno di quei luoghi che si tende a trascurare, pur avendo molto da offrire dal punto di vista storico. L'antica città sorgeva direttamente sulla Via Appia e, grazie alla sua posizione sul Garigliano e vicino alla costa tirrenica, divenne un importante punto militare ed economico tra Roma e il Sud Italia.

Una città in posizione strategica

Minturnae fu fondata nel 296 a.C. come colonia romana. La scelta del sito era tutt'altro che casuale: sul fiume Garigliano, vicino alla costa e lungo una delle strade più importanti del mondo romano. La Via Appia collegava Roma con il Sud Italia e successivamente con Brindisi. Per gli spostamenti militari, commerciali e amministrativi rappresentava uno degli assi viari centrali dell'Impero.

A Minturnae la Via Appia attraversava il centro della città. Ancora oggi è possibile vedere e percorrere questo tratto. È questo a rendere il sito particolarmente evocativo: l'antica strada non è solo un concetto storico astratto, ma qualcosa su cui si cammina direttamente, lungo il vecchio collegamento tra Roma e il Sud.

Cosa si può vedere a Minturnae

Tra le aree più importanti dello scavo vi è il teatro romano. Risale alla tarda Repubblica o alla prima età imperiale e fu modificato più volte nel corso dei secoli. Nelle sue volte è ospitato dal 1984 l' Antiquarium, che espone i reperti rinvenuti nell'antica città, tra cui statue di Augusto e Livia provenienti dal tempio imperiale.

Foto: © Bastian Glumm

A nord della Via Appia si estende l'area del foro repubblicano. Vi si trovavano, tra l'altro, il Capitolium, ovvero il tempio dedicato a Giove, Giunone e Minerva, e altri complessi templari. A sud della strada si sviluppò in seguito il centro di età imperiale, con foro, curia, basilica, area mercatale e terme.

Di particolare interesse sono i resti del Macellum, l'antico mercato. Sono conservate anche parti delle terme, con alcuni lacerti di mosaici. Il sito non mostra dunque soltanto un'architettura rappresentativa, ma restituisce qualcosa della vita quotidiana in una colonia romana.

La Via Appia come filo conduttore

La Via Appia è il filo conduttore della visita. Divide l'antica città e ne spiega al contempo il significato. Minturnae non era un luogo isolato, ma parte di una grande rete viaria e commerciale romana. La strada fu avviata nel 312 a.C. sotto il censore Appio Claudio Cieco e raggiunse, con tutte le sue tappe e varianti, una lunghezza complessiva di circa 800 chilometri da Roma a Brindisi.

Dal 2024 la Via Appia è entrata a far parte del patrimonio mondiale dell' UNESCOcome «Via Appia. Regina Viarum». Il riconoscimento è avvenuto il 27 luglio 2024 durante la 46ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale a Nuova Delhi. Con questo sito l'Italia conta 60 iscrizioni nella lista del patrimonio mondiale. Lungo l'Appia sorsero un tempo città, mercati, basi militari, ponti, terme ed edifici pubblici. Durante la nostra visita erano presenti anche figuranti in costume da legionario romano . Questo tipo di eventi non si svolge ogni giorno, ma si inseriva bene nel contesto del sito. Proprio sulla vecchia Via Appia è tornato evidente quale ruolo abbiano svolto l'esercito, le strade e lo sviluppo urbano nell'Impero Romano.

Una visita a inizio ottobre

A inizio ottobre Minturnae si è rivelata una meta piacevole per una gita di un giorno. Il sole era ancora intenso, la temperatura gradevole, ma non più afosa come in piena estate. Circa 26 gradi sono ideali per un sito archeologico all'aperto, a condizione di avere acqua con sé e di non aver fretta.

Nonostante il libero accesso della prima domenica del mese, la visita è rimasta rilassata. Il sito era ben frequentato, ma non affollato. È possibile scattare fotografie, osservare con calma le singole aree e comprendere chiaramente la struttura dell'antica città.

Rispetto a Pompei, Ercolano o agli grandi scavi di Roma , Minturnae appare decisamente più tranquilla. Questo è un vantaggio, perché permette di concentrarsi maggiormente sull'impianto urbano. La strada, il foro, il teatro, il mercato e le terme si trovano a poca distanza l'uno dall'altro e restituiscono un'immagine chiara di come era strutturata Minturnae.

Foto: © Bastian Glumm


Come arrivare da Pozzuoli

Da Pozzuoli, Minturnae è facilmente raggiungibile in auto. Il percorso è di circa 55 chilometri, con un tempo di percorrenza di circa un'ora a seconda del traffico. L'ingresso agli scavi si trova in Via Ferdinando II di Borbone a Minturno, nei pressi del Garigliano e del Ponte Real Ferdinando.

All'interno del sito è disponibile un parcheggiogratuito e non custodito. Per la visita si consiglia di indossare scarpe comode; in estate e nelle calde giornate autunnali è opportuno portare acqua e protezione solare.

Informazioni pratiche

Il biglietto intero costa 5 euro, il ridotto 2 euro. La prima domenica del mese l'ingresso è gratuito nell'ambito della «Domenica al museo» italiana. Secondo la direzione del museo, la zona archeologica è aperta in inverno dalle 8.30 alle 16.00, in estate dalle 8.30 alle 19.00. L'Antiquarium osserva orari più estesi. Il sito è chiuso il lunedì e il martedì, nonché il 1° gennaio e il 25 dicembre.

Prima della visita si consiglia di verificare gli orari aggiornati, poiché in Italia possono variare in base alla stagione o a eventi speciali. Per la visita si consiglia di prevedere almeno due ore. Chi è interessato alla storia romana e desidera visitare con calma anche l' Antiquarium può tranquillamente trattenersi più a lungo.

Minturnae rappresenta dunque una meta che vale la pena visitare per chiunque voglia immergersi nella storia romana non solo nei grandi siti più conosciuti. Il complesso è compatto, storicamente significativo e particolarmente facile da comprendere grazie alla Via Appia conservata. Per una gita dalla Campania o dal Lazio meridionale, offre il giusto equilibrio tra archeologia, paesaggio e storia facilmente accessibile.

Foto: © Bastian Glumm
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